resistenzainternazionale

Posts Tagged ‘Eduardo Haro Tecglen’

Chiedere scusa, scusa, scusa alla sinistra

In Fin de parti(e) on 10/06/2014 at 18:48

carla-bruni-oh-nooo

Di @MonicaRBedana

La Spinelli da mandare al rogo oppure in Europa, la solita parte della dirigenza di Sel col solito culo appoggiato su trentacinque comodi cuscini ma scoreggiando in faccia alla militanza di base, Padova ai leghisti (che non è colpa loro ma nostra, che siamo, uno su tre, neri dentro e bianchi immacolati fuori), ‘sti democrats al governo, che non ricordo di aver votato e che prolungano un’idea di sinistra a destra come pane quotidiano. I mondiali di calcio, che li odio anche per l’ennesima rivoluzione tradita (fateli sempre in Germania, tra i solo ricchi, dove non protesta mai nessuno).

Ho il cuore rosso in una centrifuga (forse anche l’altro) ed è ora di chiedere scusa.

Il genio veggente di Eduardo Haro Tecglen l’ha scritto nel 2000 per Felipe González, ma è applicabile a noi, ora, qui, subito, senza rinvii. Rumore di unghie sul vetro.

(L’originale lo trovate qui http://elpais.com/diario/2000/03/14/radiotv/952988409_850215.html , la traduzione è mia. Leggeremo mai un pezzo così su Repubblica?)

Chiedere scusa, scusa, scusa
di Eduardo Haro Tecglen da “El País”, 14 marzo 2000

Un giorno chissà chi riuscirà a vedere Felipe González, in abito talare viola penitente, chiedere scusa. Come il Papa. Però il Papa ormai non ha quasi più credenti – ha società, interessi, abitudinari- e non li avrà nemmeno Felipe González. O il suo pronipote. Chiedere scusa per avere fatto a pezzi la sinistra. Per avere inventato la cultura dell’accumulazione e avere cambiato il senso al lavoro, per i GAL(1) e per essersi creato attorno uno sciame di ladri; per avere abbandonato l’Internazionale, il pugno chiuso; per avere divorato gli antenati del partito operaio, e dato sepoltura agli insegnamenti di Pablo Iglesias (2) e allo sforzo lungo cent’anni dei socialisti, e a ogni ricordo del Frente Popular (3); e (senza dissotterrare l’ascia della guerra civile) per non avere sostentato l’idea del sacrificio che è costato mantenere una sinistra. Per avere alzato gli affitti, compresso i salari, fatto mordere il freno alle pensioni, imprigionato la previdenza sociale. Per avere dichiarato la guerra al partito comunista. Per avere attaccato quelli che volevano processare Pinochet (4), per avere mandato una nave alla guerra del Golfo, per avere trasformato il pacifismo della sua prima campagna elettorale nella prima guerra della NATO condotta da uno dei suoi ministri – e nonostante tutto l’ha mandato a chiedere voti anche la settimana scorsa- per avere tramutato in generale il guardia civil Galindo de Intxaurrondo (5), per essersi messo al servizio del neocapitalismo, per avere creduto a Margareth Thatcher. Per immaginarsi di sinistra ma credendo che la destra lo avrebbe ammirato e preferito alle proprie icone. Per essersi circondato di mediocri quando era al Governo e quando stava per smettere di governare; per avere concesso le primarie e poi, dopo, averle annullate; chiedere scusa per (e a) Borrel, Almunia, Morán (6). Scusa per l’euro, per la globalizzazione, la mondializzazione, gli accordi di Schengen, le navi di immigranti andate a picco, per avere mantenuto le scuole cattoliche, private e concertate, per non essere arrivato in tempo a dare una legge alle coppie di fatto, per non avere concluso le leggi sull’aborto. Scusa per essersi scontrato con la libertà di stampa, per avere influenzato pesantemente la radio e la televisione. Scusa per avere fatto credere che tutto ciò fosse la sinistra, con i suoi conversi e i suoi amanuensi e i suoi accoliti e la sua immensa superbia politica. A casa sua avrà, suppongo, il video del giorno in cui ha vinto le prime elezioni, e la Spagna brindava, e tirava fuori lo champagne e le vecchie canzoni e le bandiere e le sue risate perdute. Altri tempi. Quella tappa è finita domenica.

N.d.T.:
(1) GAL, Grupos Antiterroristas de Liberación, il terrorismo di Stato contro il terrorismo dell’ETA, creato durante il governo di Felipe González.
(2) Pablo Iglesias Posse, il fondatore del Psoe e del sindacato UGT.
(3) Frente Popular de España, coalizione politica che raggruppava, nel anni ’30, comunisti, socialisti, repubblicani.
(4) il giudice Baltasar Garzón, che ottenne l’arresto di Pinochet a Londra nel 1998.
(5) uno dei responsabili del GAL, condannato poi per omicidio e inabilitato.
(6) compagni di partito fortemente avversati.