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Archive for the ‘Iniziative e campagne resistenti’ Category

La svendita delle aziende partecipate: il caso di RetItalia

In Iniziative e campagne resistenti on 15/01/2014 at 20:09

Pubblichiamo quanto ricevuto da un rappresentante di RetItalia Internazionale, che vuole rendere nota la situazione in cui si trova questa azienda partecipata e il futuro dei suoi lavoratori, lanciando un appello per evitare la svendita della società e la perdita di capitale umano e di eccellenza aziendale.

Nella galassia delle società partecipate è presente retItalia internazionale SpA, società in house dell’ICE-Agenzia, attualmente in vendita per decisione dell’Agenzia e del Ministero dello Sviluppo Economico.

A dispetto della legge di stabilità 2014 e dei commi che non obbligano più la vendita delle società in House e che consentono la mobilità tra gli enti partecipati, qualora si evidenziassero delle eccedenze, ICE-Agenzia ha messo in vendita la società retItalia internazionale, la propria società in house, nonostante il massacro sociale che sarà messo in atto con la vendita.

ICE-Agenzia procede a testa bassa, ripetutamente contestata dai Lavoratori e dalle Rappresentanze sindacali aziendali, noncurante della sicura perdita di lavoro di quasi la totalità del personale, che fa capo a retItalia internazionale. Il contratto messo a Bando, oltretutto a ribasso, non permette la sopravvivenza lavorativa della gran parte dei lavoratori, in relazione al valore economico del Contratto dei Servizi, alla richiesta di “ribasso” e alla mancanza delle dovute garanzie occupazionali.

Sono 65 i lavoratori di retItalia internazionale che, da più di trentacinque anni operano nell’ambito dell’Informatica al servizio del ruolo istituzionale per l’Istituto per il Commercio con l’Estero, ora ICE-Agenzia, i quali con il proprio lavoro specializzato hanno permesso all’ Ente di essere all’ anguardia nell’ Information technology, e sono i 65 lavoratori che perderanno il posto di lavoro.

Ci si chiede il perché di questo accanimento.

In una prima fase, nel periodo transitorio dell’ex ICE, il Ministero dello Sviluppo economico ha dimezzato il contratto con la Società, portando come conseguenza una Cassa integrazione ordinaria  penalizzante per tutti i lavoratori di retItalia internazionale. In una seconda fase, ICE-Agenzia pur rilanciata e proiettata verso il futuro, ha mantenuto peraltro lo stesso valore economico del contratto, portando con sé una cassa integrazione straordinaria che, a breve, sarà devastante.

Oltre l’accanimento la beffa: questi professionisti dell’ informatica sono stati privati della loro professionalità, del “core” relativo alla digitalizzazione, poiché ICE-Agenzia ha previsto un contratto solo per la gestione corrente dell’Agenzia stessa.

ICE-Agenzia e il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo aver finanziato per due anni progetti per favorire l’ export e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, hanno bloccato e non hanno incluso tali progetti all’interno del Bando di gara, in un momento in cui il Governo attuale e quello precedente vanno proprio nel senso opposto, verso una maggiore informatizzazione della pubblica amministrazione, al fine rendere i processi del Pubblico più fluidi, meno farraginosi e meno burocratici per il cittadino, in questo caso per l’Impresa.

La necessità di razionalizzazione della spesa pubblica è un ritornello ormai continuativo, ma in questo caso particolare, seppur l’Agenzia si ponga obiettivi a medio lungo termine ambiziosi per la crescita e lo sviluppo delle Imprese e del Paese e nonostante abbia ricevuto un incremento di fondi in tal senso, proprio dalla Legge di Stabilità 2014, sta operando la razionalizzazione SOLO sulle spalle di lavoratori, ponendo sul lastrico i lavoratori e le loro famiglie, che a breve non avranno futuro.

Ognuno di noi non può che chiedersi CUI PRODEST?

(Non) siamo solidali con Giulio Cavalli

In Iniziative e campagne resistenti on 30/08/2013 at 12:29

giulioDa queste parti non siamo solidali.

Non se per solidarietà s’intende quella a parole, a colpi di tweet e di like, a comoda portata di mouse.

Non c’interessa l’elogio letterario dell’interessato; per la cronaca di una morte annunciata García Márquez il Nobel l’ha già vinto e la storia appartiene al realismo magico; non vogliamo riscriverla in una democrazia tragica.

Da queste parti la solidarietà è una #cosaseria, che ci esige di esserne continuamente all’altezza, di non fermarci mai alle buone intenzioni in vetrina, di ostinarci nel pretendere risposta. Per questo appoggiamo, firmiamo e diffondiamo la petizione per la vita di Giulio Cavalli e vi invitiamo, con la solita fetentissima insistenza e resistenza, a fare altrettanto cliccando il link qui sotto.

http://www.avaaz.org/it/petition/Risposte_immediate_sulla_sicurezza_di_Giulio_Cavalli/

 

Monica, Nicola e Resistenza Internazionale tutta

Il secondo compleanno dell’acqua “pubblica”

In Iniziative e campagne resistenti on 12/06/2013 at 09:54

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Di @MonicaRBedana

A due anni di distanza dalla vittoria del sì al referendum per l’acqua pubblica potrebbe prevalere la sensazione che quel risultato ci sia stato scippato: dai governi Berlusconi e Monti, che tentarono di cancellarlo con decreti e manovre; da quelle amministrazioni locali che ancora fiancheggiano l’interesse privato nella gestione del bene pubblico (il comune di Firenze, per esempio).

In realtà in lungo e in largo per l’Italia le azioni dei cittadini, organizzate nei Comitati per l’acqua bene comune, rivelano successi costruiti con tenacia: dal singolo condominio a città intere che si rifiutano di pagare alle aziende private la percentuale di bolletta destinata alla “remunerazione del capitale investito”.  Ed ora si chiede a Montecitorio la nascita di un intergruppo di parlamentari che sostenga giorno per giorno in Parlamento il rispetto della volontà popolare espressa nel risultato del referendum del 12-13 giugno 2011.

In questa democrazia sbilenca nemmeno gli esiti inequivocabili servono a garantire i diritti del cittadino. Credevamo di aver scelto la gestione pubblica dell’acqua e due anni dopo stiamo ancora bussando alla porta delle Istituzioni , chiedendo di renderla effettiva. D’altra parte, trenta anni dopo il referendum sulla legge 194 stiamo ancora presentando in Parlamento mozioni in difesa di un altro diritto sancito e mai garantito, quello all’aborto.

 

Prima di perdere il treno – Ultima Chiamata

In Da altri media, Iniziative e campagne resistenti on 08/06/2013 at 05:37

Nel 1972 Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III pubblicarono il libro The Limits to Growth, Rapporto sui limiti dello sviluppo nell’edizione italiana, in cui si erano riportati gli esiti di una serie di modelli matematici prodotti presso il MIT di Boston per valutare l’impatto del modello di crescita umano nel contesto di risorse limitate che è il pianeta Terra. Successive edizioni, nel 1992 e nel 2004 hanno permesso di effettuare aggiornamenti, senza peraltro smentire o stravolgere le previsioni iniziali di un collasso, ambientale prima di tutto, economico e sociale a seguire.

Il libro The Limits to Growth e l’analisi dei fenomeni che hanno prodotto la crisi attuale sono il soggetto del documentario Ultima Chiamata, le ragioni non dette della crisi globale, lanciato in inglese con il titolo Last Call, del regista Enrico Cerasuolo e prodotto da Zenit Arti Audiovisive, seguendo gli interventi effettuati dagli autori dello studio in Europa e negli USA. Non si tratta certamente di un blockbuster che vedremo diffuso nei multisala che spopolano in ogni centro urbano medio e grande, piuttosto si tratta di una produzione dal basso, il cui finanziamento è avvenuto attraverso una campagna basata sul crowdfunding , sul passaparola, sui social network. La campagna è ancora in corso per sostenere l’attività di montaggio e la promozione del documentario e del messaggio che esso veicola.
Di seguito riportiamo l’appello del regista a sostegno della campagna.

LAST CALL the untold reasons of the global crisis

by ZENIT ARTI AUDIOVISIVE, indiegogo.com June 5th 2011

Short summary

Hi, I am the Director of the documentary film ‘LAST CALL – the untold reasons of the global crisis’. I hope you share with me the urgency and need to understand what has brought us to this turning point in the global economy and the environment of our world.

In 1972 a scientific forecast of what is happening today made it into a book called “The Limits to Growth” – the book became a bestseller, and sold 10 million copies. Its message was clear: Planet Earth has limits, and we break those limits at our peril.

That conclusion sparked a major global debate at many levels: among policy makers, environmental movements, big companies… Soon after, the books authors were banned, the exponential growth of the planet kept going on and world soon forgot their sensible prophecy.But today, the current crisis has validated the scenarios expressed in ‘The Limits to Growth’, and prompted the question we all need to ask:

Do we still have time to change the ending? I firmly believe so!

I make documentary films and for the last two years I have been travelling across many parts of north America and Europe, following the authors of ‘The Limits to Growth’, who are still engaged in efforts to change the course of human behaviour in order to prevent the collapse of Planet Earth.
Through this documentary, I want to share a compelling vision of a sustainable future, that ‘s why “Last Call” must be seen and heard by as many people as possible.

Engage and act

The making of this haunting documentary film is now over, and it is time for the finishing touches. Together with editor Marco Duretti we are hard at work. The expected release is June 2013, but we need your help to complete this project.

We require funding to license the archives (beautiful but sometimes expensive!) and complete the online editing, as well as to target the international distribution of this film.
That is why we are contacting YOU to help us to complete our project.

Please engage and act today, by supporting this project, and together we will turn it into a useful tool for better consciousness of the limits of our planet and the need to develop an affirming respect for it.

Perks

We therefore can offer to you special incentives through your contributions that can further spread the message and awareness of the messages in this documentary that can continue to strengthen the debate and the values we hold strong – that’s why we are encouraging digital downloads, ebooks, screening rights, Q&A sessions, instead of cumbersome objects that would require shipping all over the world and thus generating pollution.
We know you’ll understand and enjoy them!

Other ways you can help
1 Choose your perk and DONATE to the crowdfnding campaign

2 SPREAD THE WORD: TALK to your friends about our project

3 SHARE our video and website on FB and Twitter

4 POST a link to our Indiegogo page on your FB and Twitter

5 LIKE us on Facebook It’s easy, just use the Indiegogo share tools!

6 PASTE and COPY this badge on your blog or site

Write to info@lastcallthefilm.org for any further information and send us your promotional tips for this campaign.

Thanks for visiting our Indiegogo page, and for supporting us in this endeavor!

Breve storia

Ciao, sono il regista del film “Ultima Chiamata, le ragioni non dette della crisi globale” e mi auguro che anche tu condivida l’urgenza di capire cosa ci abbia portato a questo punto di svolta per il nostro pianeta.

Nel 1972 una previsione scientifica di quello che sta accadendo oggi fu presentaa nel libro “I Limiti dello Sviluppo”, che divenne un bestseller distribuito in 10 milioni di copie e tradotto in più di venti lingue. Il suo messaggio era chiaro: Il pianeta Terra ha dei limiti fisici e il loro superamento è a nostro rischio e pericolo.

Oggi la crisi sta convalidando gli scenari espressi allora, e la domanda del momento è: SIAMO ANCORA IN TEMPO PER CAMBIARE IL FINALE?

Io credo di si!

Negli ultimi due anni ho girato gli Stati uniti e l’Europa per filmare gli autori de “I Limiti dello Sviluppo”, nuovamente impegnati a diffondere le proprie teorie. Con questo documentario voglio condividere con voi il loro messaggio e far sì che questa Ultima Chiamata sia ascoltata da più gente possibile.

Presto che è tardi!

Perché il tuo sostegno è prezioso

Le riprese sono finite, ed è tempo per gli ultimi ritocchi. Sono al lavoro con il montatore Marco Duretti e il completamento del film è previsto per giugno 2013, ma abbiamo bisogno del tuo aiuto per finire il progetto!

Prendi parte al cambiamento e fallo oggi; sostenendo il progetto contribuirai all’acquisizione dei diritti degli archivi (molto belli ma talvolta costosi!), alla finalizzazione del montaggio, alla distribuzione internazionale del film.

Premi

Abbiamo voluto restare fedeli all’impegno alla sostenibilità di cui siamo promotori nel film e offrire in premio ai sostenitori di “Ultima Chiamata” degli strumenti utili per diffondere il messaggio, aumentare la consapevolezza e continuare il dibattito sullo sviluppo e i limiti della Terra.

Per questo tra i premi incentiviamo a scegliere download digitali, ebook, diritti di screening, sessioni di Q & A, al posto dei soliti gadget di una campagna crowdfunding, simpatici sì, ma che avrebbero bisogno di essere spediti in tutto il mondo, generando ulteriore impatto ambientale.

Siamo certi che apprezzerai la scelta!

6 semplici modi di darci il tuo sostegno

1 SCEGLI il tuo premio e partecipa al crowdfunding

2 PASSAPAROLA: parla con i tuoi amici del progetto

3 CONDIVIDI il video di presentazione e il sito sul tuo Facebook e Twitter

4 POSTA un link alla nostra pagina Indiegogo e Fb sul tuo profilo e su Twitter

5 Clicca MI PIACE su Facebook, è facile, usando i pulsanti di IndieGoGo!

6 Copia e incolla questo badge sul tuo blog/sito.

Scrivici a info@lastcallthefilm.org per saperne di più o suggerirci altre idee promozionali.

7-8-9 giugno tutti a Venezia

In Iniziative e campagne resistenti on 05/06/2013 at 08:43

manifesto-nograndinavi-low

Di @MonicaRBedana

Vi invito a Venezia il 7-8-9 giugno.

Non lo faccio con piacere, non illudetevi. Perchè Venezia ormai è così fragile che le si fa male a sfiorarla anche solo con lo sguardo; perchè bisognerebbe tenerla in una teca come la lingua di Sant’Antonio e venerarla come reliquia.

Questa volta però è importante che ci siate. A darci una mano a sbarrare l’accesso alle grandi navi in laguna. E’ il primo gesto per tentare di ripristinare un equilibrio, spezzato da  decenni, nell’ecosistema della città; in un patrimonio storico e monumentale che appartiene al mondo intero; nella salute dei veneziani.

Ed è anche il primo gesto per tentare di stravolgere quell’equilibrio saldo, oliato, ben stabilito frutto della speculazione finanziaria supportata dal potere politico. Grandi navi a Venezia è come dire TAV in Val di Susa, ponte sullo stretto, MUOS; è sinonimo di predatori del territorio, incalcolabili interessi privati, fauci aperte delle mafie.

Il programma del movimento No Grandi Navi per i prossimi giorni lo trovate qui http://www.nograndinavi.it/8-9-giugno-tutti-a-venezia-giornate-internazionali-di-lotta-contro-le-grandi-navi-e-le-grandi-opere/. Diffondetelo. E prima di finire a Sharm el Sheik (magari a bordo di una grande nave) pensateci e venite a conoscere, in treno e in punta di piedi, la Scuola Grande di San Rocco.