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Il Regno Unito antirazzista si dà appuntamento a Londra

In Internazionale on 21/03/2014 at 19:27

di Simone Rossi

Sabato 22 marzo i sindacati e le associazioni antirazziste britanniche si mobiliteranno per Stand Up To Racism and Fascism, giornata antirazzista organizzata da Unite Against Fascism e dalla centrale sindacale TUC.

La manifestazione è stata convocata in risposta al montare di un clima ostile nei confronti degli immigrati nel dibattito pubblico, alimentato da partiti come UK Independence Party (Partito dell’Indipendenza del Regno Unito) e da alcuni mezzi di informazione ad esso ideologicamente affine. L’UKIP è un partito che si potrebbe definire populista di destra che propone l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e l’introduzione di norme restrittive all’immigrazione, servite al pubblico come soluzione alla crisi economica, nata altrove, nella City della finanza deregolamentata. Seguendo un approccio che ritocca i fatti noto ai lettori dei tabloid popolari, l’UKIP ha creato l’immaginario da strapaese di un’Inghilterra (regione in cui è più radicato) che sta perdendo la propria identità a causa dell’immigrazione massiccia, in cui gli autoctoni si vedono sorpassati nel lavoro dagli immigrati che, contraddittoriamente, sarebbero venuti nel Regno Unito per vivere di assistenza pubblica. La presa di simili argomenti negli strati della popolazione più colpita dalla crisi e l’ampio spazio fornito sui media a questo partito pur senza Deputati, a differenza di altri come i Verdi o il progressista Respect che hanno una propria piccolo rappresentanza parlamentare, ha contribuito alla creazione di un messaggio tossico nel confronto politico. Rappresentati del UKIP e dei Conservatori, il partito che più avverte la concorrenza del UKIP, si alternano in sparate sui quartieri di Londra in cui non si parlerebbe inglese, sui “turisti” del servizio sanitaria pubblico, sulla presunta orda di bulgari e romeni che a partire dal 1 gennaio di quest’anno avrebbe dovuto entrare nel Regno Unito per sfruttare il generoso stato sociale britannico; senza un reale contraddittorio da parte dei giornalisti o degli esponenti.di altri partiti. Il discorso è già stato tradotto in politiche che hanno più il sapore della propaganda elettorale, come la campagna del Home Office, l’equivalente del Ministero dell’Interno, che ha inviato in alcuni quartieri londinesi furgoni che invitavano gli immigrati irregolari ad andarse o come l’obbligo posto alle scuole ed alle università di verificare lo status dei propri student stranieri.

A fronte della posizione defilata del partito laburista, il Labour, che spera anzi di trarre profitto dallo scontro in campo conservatore alle elezioni del prossimo anno, i maggiori sindacati, associazioni ed organizzazioni antirazziste hanno deciso di agire, per affermare che quello della “Little England”, del provincialismo potremmo dire in italiano, è un approccio minoritario nella società britannica. La manifestazioen vuole affermare che c’è, invece, una fetta consistente della società che apprezza e valorizza la diversità e non accetta di vedere trasformati gli stranieri, i musulmani, gli ebrei in capri espiatori delle crisi create da quell’establishment che ha creato la crisi ed ora non si assume le proprie responsabilità, cercando di scaricare sul diverso la rabbia e l’apprensione del cittadino comune.

Per accedere al sito di Stand Up To Racism and Fascism potete cliccare questo link.

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