resistenzainternazionale

Il disastro ucraino

In Editoriali on 03/02/2014 at 19:23

di Nicola Melloni
da Liberazione

Sui media italiani, ormai da qualche mese, va in onda la telenovela di Kiev: brutti contro belli, buoni contro cattivi, russi contro europei, democratici contro post-comunisti autoritari. Tutto facile, tutto scontato, finché anche i nostri giornali, obtorto collo, si sono accorti che nelle piazze ucraine si aggirano pure brutti ceffi dal tratto fascistoide, quegli stessi energumeni che erano stati osannati qualche settimana prima per aver abbattuto l’ultimo ricordo dell’Unione Sovietica, una statua di Lenin che sembra ancora ossessionare le notti di tanti cantori della libertà.
Le cose, in realtà, sono tutt’altro che chiare. Yanukovich è stato regolarmente eletto presidente dell’Ucraina, soprattutto grazie al disastro della passata coalizione “democratica”, incapace di governare ed unita solo contro Yanukovich stesso e la Russia. Il passato governo è stato attraversato da scandali di ogni sorta e si è dissolto come neve al sole dopo la breve illusione della Rivoluzione Arancione, che era in realtà un comodo paravento per coprire una lotta tra élite ed oligarchi equamente divisi tra filo-occidentali e filo-russi. La democrazia, la libertà, c’entravano poco o nulla allora, e lo stesso si può dire oggi, davanti alle manifestazioni di Kiev: gli interessi sono tutti politici ed economici.
Non ci sono dubbi che un allargamento della sfera di influenza russa possa dare fastidio a molti, e certo in Europa sono in tanti quelli che preferirebbero una Ucraina filo europea che abbandoni definitivamente Mosca. Questione di punti di vista: a tifare per questa soluzione sono da sempre i polacchi, che da anni tentano di estendere la loro area di influenza verso Est, esattamente come la Russia tenta di fare verso Ovest. Anche perché parlare di interessi europei, nel 2014, sembra un po’ lunare: un’Europa politica non esiste, a livello diplomatico i paesi dell’Unione sono divisi (basti pensare alla freddezza dimostrata dalla Germania, ma in parte anche dal governo italiano, verso la questione ucraina) e ognuno va per conto proprio. E rimane comunque discutibile che un ennesimo allargamento dell’Unione possa avere un qualche connotato positivo, se non per chi vuole una Europa debole ed incoerente, senza nessuna parvenza di unità politica.
In ogni caso si tratta di una questione geopolitica che poco ha a che fare con la lotta tra il bene (l’Europa….basterebbe chiedere ai suoi cittadini) e il male (la Russia). Una battaglia, per altro, che la UE ha giocato male, come spesso le capita. Ha chiesto all’Ucraina di abbandonare la Russia e l’unica cosa che è stata offerta è il discutibile privilegio di commerciare con la UE. Putin, invece, ha messo dei bei soldoni, e un forte sconto sul gas russo, indispensabile per l’economia ucraina. Scandalo! La Russia cerca di compare l’Ucraina ed interviene negli affari di uno stato sovrano, come se l’accordo non riguardasse pure la Russia. Mentre diplomatici europei ed occidentali si affrettano a farsi vedere nelle piazze della protesta, portando solidarietà (e chissà, forse altro…) ai dimostranti, come se questo non fosse una ingerenza clamorosa nella politica locale. Ma tant’è, ben lo sappiamo, al mondo ci sono sempre due pesi e due misure.
Sia chiaro che dal mio punto di vista, i filo-europei di Kiev hanno ogni diritto di protestare. Quello che non si capisce (o forse lo si capisce benissimo) è perché i rivoltosi siano dipinti come novelli eroi, mentre invece chi protesta in Grecia (o in Italia, o in Spagna) sia in genere un sovversivo violento. Hanno occupato le piazze, prima pacificamente, poi in maniera violenta e, secondo i media occidentali, la colpa sarebbe sempre del governo, sordo alle richieste dell’opposizione. Perché forse in Grecia si sono mai ascoltate le ragioni di Piazza Syntagma? Non risulta, anzi: i governi europei si fanno vanto di non cedere alle richieste della piazza. La democrazia, ci hanno detto, funziona cosi: chi vince governa, anche contro il malcontento. In Ucraina, invece, pare di no: chi governa deve fare quello che dice la piazza, anche perché quella piazza tifa per noi. Non solo. Yanukovich, anche se in ritardo, è andato incontro alle richieste dei manifestanti, provando a cercare un compromesso, sdegnosamente rifiutato dall’opposizione che vuole la vittoria completa. Non proprio quell’atteggiamento democratico e dialogante che viene invece a gran voce richiesto al governo di Kiev. Il rischio connesso a tale atteggiamento, però, è la guerra civile. L’Ucraina non è governata da una dittatura senza supporto popolare, che i democratici vorrebbero estromettere; si tratta invece di un paese spaccato in due, in cui la parte orientale (e più industrializzata) del paese supporta il presidente e vede favorevolmente un accordo con la Russia, e molti sono i cittadini ucraini di lingua russa e legati tradizionalmente a Mosca. Proprio per questo motivo dovrebbe fare ancora più riflettere la massiccia presenza in piazza di nazionalisti-fascisti ucraini, violentemente anti-russi e che si pongono come obiettivo non certo un paese democratico, ma delle politiche xenofobe ed autoritarie.
Peccato solo che in molte cancellerie europee si continui ad usare testardamente il vecchio adagio “il nemico del mio nemico è un mio amico”, che tanti disastri ha creato. Non paghi delle débâcle in medio-oriente, dove per abbattere dittatori anti-occidentali si è dato spazio al fondamentalismo islamico, una parte dell’Europa è ora pronta a dar credito in funzione anti-russa ad una coalizione improbabile dominata da rigurgiti di estrema destra. Un bell’assaggio dell’Europa che verrà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: