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I danesi contro la piovra Goldman Sachs

In Internazionale on 03/02/2014 at 19:18

di Simone Rossi

Recentemente il governo danese, sostenuto da una coalizione di tre partiti di centro-sinistra, ha annunciato la cessione di quote pari al 19% dell’azienda statale DONG, produttrice e fornitrice di elettricità.si tratta del completamento di una decisione presa inizialmente dall’Esecutivo precedente, conservatore, e mantenuta da quello attuale, in linea con l’orientamento liberista assunto dai governi europei a prescindere dall’orientamento politico. Allo stato delle cose, gli acquirenti sarebbero alcuni fondi legati alla banca d’affari Goldman Sachs, tristemente nota per le sue politiche speculative e per il suo ruolo nella crisi finanziaria scoppiata oltre cinque anni fa. La motivazione della scelta di cedere la quota di DONG è la necessità di ricapitalizzazione l’azienda per affrontare investimenti nel senso dell’ammodernamento delle infrastrutture e per un ulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili.
La decisione non è stata ben accolta in Danimarca. Due terzi circa della popolazione non approvano la privatizzazione di ciò che considerano un’azienda strategica per il paese e circa duecentomila persone, su una popolazione complessiva di cinque milioni, hanno firmato una petizione con cui chiedono all’Esecutivo di fare marcia indietro; nel giorno successivo all’annuncio, infine, alcune migliaia di cittadini sono scesi per le strade della capitale per manifestare contro la decisione di lasciar entrare nel capitale sociale di DONG la “piovra-vampiro”. Le ragioni degli oppositori si concentrano innanzitutto sull’eccessivo potere di cui godrà la banca, che potrà determinare le strategie industriali dell’azienda e nominarne i dirigenti; non è stata inoltre apprezzata l’ipotesi ventilata dai rappresentanti di Goldman Sachs di trasferire la sede legale della holding che controlla DONG in qualche paradiso fiscale. La decisione non è piaciuta anche ad alcuni fondi pensione locali, che sarebbero stati esclusi dalla possibilità di presentare una propria offerta.
La diffusione della notizia dell’accordo con Goldman Sachs e la forte reazione popolare hanno prodotto una crisi nella coalizione di maggioranza, con la fuoriuscita dal Governo dei ministri afferenti al Partito Popolare Socialista. Al momento dell’uscita i dirigenti del partito hanno garantito l’appoggio esterno all’Esecutivo, tuttavia il Primo Ministro, la socialdemocratica Helle Thorning-Schmidt, dovrà ottenere il voto dell’opposizione moderata e conservatrice per poter portare a compimento la cessione delle quote di DONG. Una triste fine per una coalizione ed un governo nati nel segno della speranza di un allontanamento dalle politiche liberiste.

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