resistenzainternazionale

La Donna della Domenica – 1975, L.Comencini

In Cineteca politica on 10/01/2014 at 12:22

Donna della domenica

Non so se sia stato tutto questo parlar di Fiat e dei suoi ratings, o La Stampa che da qualche giorno ripropone foto degli sbarchi, ferroviari, di migranti che giornalmente vi si riversavano a caccia di lavoro, ma da qualche giorno giro con Torino in testa.

E l’idea di una citta’ subordinata alle sue contraddizioni e comunque fiera di esse, e’ ben resa da La Donna della Domenica, del 1975, fedele trasposizione del romanzo giallo di Fruttero e Lucentini di tre anni precedente al film.

Come se da allora non fosse passato nemmeno un giorno, i personaggi incarnano molte delle anime che popolano la citta’.

Luogo che ha imparato col tempo a sintetizzare la simmetria ed il rigore urbano della superficie con il caos esoterico sotterraneo, la sua anima alto (come collinare) borghese con quella operaia, mantenendo spesso e volentieri, ma non sempre, un’immagine di decoro.

Tant’e’ che il Garrone, volgare vittima sacrificale che apre la trama del giallo capitolerà a causa di un “brutto” fallo (letteralmente, quello della locandina).

Il racconto e’ molto lineare, da cronaca nera tanto cara a noi italiani, ed oltre a rivelare l’assassino sul finale, diverte ed intriga con leggerezza svelando i vizi, anch’essi sotterranei, dell’alto ceto torinese annoiato probabilmente dall’eccessivo ordine. Ed e’ cosi che una moglie ‘bovaresca’, bella, ricca e tradita dal marito, che passa le giornate con un amico altrettanto borghese, un po’ cinico, ed omosessuale quasi per noia, si trova nell’occhio del mirino di un’indagine di omicidio guidata da un questorino meridionale.

Non fu un caso che per i volti dei personaggi d’alto bordo furono scelti due attori francesi, Jean Louis Trintignant e Jacqueline Bisset, dai tratti piu’ raffinati per i ruoli in questione. Mentre il ruolo del Commissario Santamaria venne affidato a Marcello Mastroianni.

Prolifico regista e padre della commedia all’italiana, Comencini confeziono’ il film in un periodo in cui il giallo, o ‘spaghetti thriller’ era molto in voga (dello stesso anno Profondo Rosso, anch’esso parzialmente girato a Torino). Pote’ permettersi una ricca co-produzione italo-francese ed il film fu di grande successo al botteghino, sulla scia del successo del romanzo.

Nel 2011 la RAI ne ha prodotto un inutile remake sotto forma di mini-serie TV.

Musiche di Ennio Morricone

di Giulia Pirrone

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