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L’orgoglio degli Amberson, 1942 – O.Welles

In Cineteca politica on 20/12/2013 at 10:18

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Se amate il cinepattone ma preferite guardarlo in estate per mantenere vivo in voi lo spirito natalizio, se avete già visto la foto-story dell’anno tra Silvio e Dudu’ e avete fatto gli auguri a tutti i vostri amici di facebook, adesso e’  giunto il momento di dedicarvi a L’Orgoglio degli Amberson, secondo film di Orson Welles (dopo Quarto Potere), del 1942.

Gli Amberson sono dei Buddenbrook d’oltre oceano, la famiglia più prestigiosa di Indianapolis che all’inizio del ventesimo secolo vive l’apice della propria gloria nonché il principio del declino.

Dopo un’introduzione che inquadra il periodo storico ed il contesto sociale, il film si apre con la nascita dell’ultimo Amberson, George, viziato ed arrogante rampollo il cui carattere riflette in pieno la decadenza di una classe sociale in un’epoca di cruciali cambiamenti storici. Sono gli anni in cui l’invenzione dell’automobile comincia a rivoluzionare il tessuto sociale ed il ritmo della vita, ed e’ proprio un amico di famiglia, Mr Morgan, la serpe in seno del nuovo che avanza. Mr.Morgan, da sempre silenziosamente innamorato di Isabel Amberson, madre di George, e’ un co-inventore ed industriale dell’automobile, che cammina al passo dell’evoluzione e riesce a costruire una grande fortuna. George a sua volta e’ innamorato della figlia di Mr Morgan, ma troppo impegnato nell’ostacolare il rapporto del padre di lei con sua madre per dedicarsi a vivere il proprio futuro.

Ed in un gioco di specchi e riflessi, di cui il cinema di Welles e’ sempre ricco, e’ il confronto fra il vecchio ed il nuovo ad essere al centro del film. I personaggi ed i loro intrecci, guidati dalla voce fuori campo dello stesso onnipotente Welles, sono strumentali all’osservazione della storia. Da una parte il vecchio, chiuso nei suoi valori conservatori, prende coscienza di perder terreno e si aggrappa con violenza al presente, pur essendo capace solo di vivere nel passato. E dall’altra il nuovo, consapevole e predisposto al cambiamento, capace di cavalcare l’onda dell’evoluzione.

Allo stesso modo le infelici storie d’amore di George ed Isabel Amberson con Morgan padre e figlia partecipano a questo gioco di specchi fra generazioni e classi sociali antagoniste.

Il film, tratto da un omonimo romanzo vincitore del premio Pulitzer, fu girato allo scoppio della seconda guerra mondiale e montato in assenza del regista (allora impegnato in un progetto pubblico di cooperazione internazionale). La produzione degli studios taglio’ varie scene e cambio’ il finale, rendendo L’Orgoglio degli Amberson uno dei film più mutilati della storia del cinema americano. Non ebbe successo al botteghino nonostante la presenza di attori ben noti al pubblico, probabilmente per la poca simpatia che il personaggio di George suscitava, ma fu comunque nominato a quattro oscar.

La critica e’ discorde se i tagli operati sulla versione originale di due ore e mezzo e le modifiche del finale abbiano giovato o meno al film, rendendolo di più semplice fruizione e più chiaro nel messaggio finale. Il regista ne fu chiaramente deluso, ma nonostante ciò L’Orgoglio degli Amberson e’ entrato a pieni voti negli annali della storia del cinema.

Giulia Pirrone

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