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La Plaga, 2013-Neus Ballus

In Cineteca politica on 06/12/2013 at 09:28

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Questa settimana una postuma diretta dal Turin Film Festival conclusosi lo scorso 30 Novembre. Parliamo di La Plaga opera prima della regista catalana Neus Ballus presentato in concorso nella sezione principale.

E’ un racconto di vite che orbitano intorno al destino di uno stesso luogo, Gallecs, campagna ingiallita dal sole nei dintorni di Barcellona in attesa della pioggia. Sebbene ci si attenga ad una sceneggiatura abbastanza precisa, gli interpreti sono persone nel ruolo di se stesse, e non personaggi/attori.

Le storie sono quelle della vita di tutti i giorni, la minaccia della siccità per l’agricoltore, il permesso di soggiorno per il giovane moldavo che stremato dal lavoro non riesce a dedicarsi appieno nella sua lotta greco-romana, le infermiere filippine di una casa di cura per anziani, ed infine la musa, l’ultra ottantenne Maria Ros, che nonostante il peso degli anni e della gobba rifiuta l’idea di trasferirsi in casa di cura e passare le giornate spegnendosi lentamente davanti la TV. Maria Ros, a cui il film e’ dedicato vista la recente scomparsa, porta nelle rughe del viso, nell’affanno del respiro e dei movimenti tutta la fatica della vita che non riesce a smettere di inseguire (tentando la fuga dalla casa di cura), godendo anche solamente della gioia di ricevere un cioccolatino.

Ci sono voluti ben quattro anni a Neus Ballus per mettere insieme questo film, soprattutto per abituare gli interpreti all’idea di trovarsi di fronte ad una telecamera. E la scelta di crearne un film, piuttosto che un documentario di osservazione, e’ servita all’intento poetico di far emergere al meglio i caratteri sentimentali  e drammatici degli interpreti. Guidando lo spettatore con una mano dolce che crea un ritratto pieno di amore per la piaga che la vita e’. Faticosa e dolorosa ma affrontata e vissuta con amore e speranza. Speranza non che i destini possano mutare radicalmente, ma frutto della consapevolezza di saper trarre gioia da piccole cose della vita di tutti i giorni.

Giulia Pirrone

 

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