resistenzainternazionale

Civati, il paravento

In a sinistra on 20/11/2013 at 09:20

Insomma, anche l’ultima iniziativa di Pippo Civati si è rivelata un fiasco. Nuovamente, il candidato alla segreteria del PD ha detto qualcosa di assai ragionevole, e cioè che il Ministro Cancellieri se ne deve andare. Bisognava presentare una mozione di sfiducia del Partito Democratico. Bene, bravo, anzi, direi proprio bis. In un qualsiasi Paese civile un Ministro che si intrattiene in conversazioni private e ripetute con la famiglia di un indagato, e per altro mente anche al Parlamento, se ne sarebbe andato da solo, senza bisogno di incoraggiamenti.

Ahime, Letta non la pensa così, memore anche dell’esperienza Alfano. E il PD quella mozione non la presenterà. Civati aveva ragione, ma una volta di più il “suo” partito l’ha mollato in braghe di tela. Succede spesso, anzi, succede quasi sempre. Voleva un accordo coi Grillini, gli han riso in faccia. Voleva Prodi Presidente, l’hanno accoltellato alle Idi di Marzo. Voleva le dimissioni di Alfano, se ne son fregati. Diceva no ai soldi per gli F35, han accettato che il Parlamento fosse esautorato dal Presidente della Repubblica. Etc, etc, etc…

Il prode Civati ha resistito, vero martire della lotta per il vero Partito Democratico. Che ahimè, anzi, ahilui, non esiste. Dice, questo è il gruppo dirigente, ma la base, la mitica base, non ci sta. No, non ci sta. Ma non ci sta con Civati. Nel voto delle sezioni, pardon, circoli, ha preso il 10%, poco più del buon Pittella, non proprio conosciutissimo. La base incazzata per il governo con Berlusconi gli ha voltato le spalle. Anzi, non l’ha proprio guardato.

Civati, è ora di trarre qualche conseguenza. Se non sei d’accordo con nulla o quasi della politica del tuo partito, perchè ci stai? Rappresenti una sparuta minoranza, offri però un ottimo paravento a quelli che dicono, ma nel PD in fondo c’è anche Civati. Un pò di captatio benevolentiae a sinistra, ma quei voti, poi, vanno a sostenere i Letta e le Cancellieri di questo mondo. In fondo, anche se contro la tua volontà, ne sei complice.

Dice, ma lotto per cambiare. Per il momento il PD cambia, ma sempre in peggio. Sempre più a destra, prima con Monti e il fiscal compact, ora con Berlusconi e Alfano e meno tasse per i ricchi – IMU – e più tasse per i poveri – IVA. Tu rimani dentro, coscienza critica, ma in fondo anche un posto comodo comodo. Fai il bastian contrario, vai in TV, c’è un sacco di spazio per i mal di pancia della maggioranza. C’è tanto meno spazio, e tanta più fatica per chi si oppone, davvero, ad un governo disastroso ed ad un partito che va inesorabilmente verso destra.

C’è la differenza, fondamentale, tra dire di voler cambiare, e cambiare.

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