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Mata Hari – 1931, G.Fitzmaurice

In Cineteca politica on 25/10/2013 at 16:04

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Dal datagate che imperversa in questi giorni percorriamo a ritroso la storia dello ‘spy genre’ fino ad arrivare ad una delle prime pellicole dedicate allo spionaggio, genere cinematografico reso famoso soprattutto grazie ai contributi di Hitchcock e del cinema britannico.

Ed e’ così che da un’indignata Merkel passiamo ad una Greta Garbo non meno seducente, star della più celebre versione cinematografica di Mata Hari, quella del 1931.

Prodotto e filmato ad Hollywood negli anni precedenti l’introduzione del codice di censura fortemente voluto dalla Chiesa Cattolica Americana per elevare il livello morale del cinema, Mata Hari e’ uno di quei film che e’ entrato nella storia anche per i suoi contenuti spregiudicati.

La protagonista e’ sicuramente un personaggio senza scrupoli e dalla dubbia morale, ammaliatrice di uomini che appare quasi totalmente nuda durante gli spettacoli di danza parigini.

Negli anni le parti più scabrose del film sono state tagliate e sfumate, ma nella versione originale durante la scena di danza iniziale (decisamente più lunga di quella presente nel film), Mata Hari sembra quasi amoreggiare con la statua di Shiva.

La vera Mata Hari (pseudonimo Indonesiano che letteralmente si traduce in ‘sole del mattino’), invece, si dette allo spionaggio durante la prima guerra mondiale per arrotondare uno stipendio da ballerina che probabilmente, ormai quarantenne, non garantiva più tanto. Olandese di nascita, viaggio’ in Asia per prendere un marito trovato tramite un annuncio pubblicato su un giornale. Le cose non andarono bene, i due divorziarono, perdettero entrambi i loro figli e fu così che Mata Hari arrivo’ a Parigi e comincio’ a danzare con le movenze esotiche apprese in Asia. Nel 1917 i sospetti dei servizi segreti francesi ed inglesi che l’accusavano di essere una spia per i tedeschi le costarono un processo e la condanna a morte.

Il personaggio di Mata Hari per la sua drammaticita’ e sensualita’  facilmente si e’ prestato alla trasposizione Hollywoodiana, infatti il film fu girato a solo una decina di anni dalla sua fucilazione. Ne esiste anche una versione del 1985 che ha come protagonista Sylvia Kristel, già celebre nel ruolo di Emmanuelle negli anni ’70.

Durante le riprese la Garbo fu pagata $7000 a settimana.

Giulia Pirrone

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