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Banditi a Milano-1968, Carlo Lizzani

In Cineteca politica on 11/10/2013 at 19:44

Banditi a Milano-1

Attenzione, non fidatevi delle apparenze e non lasciatevi ingannare dalla prima impressione, dal titolo del film o dalla grafica dei titoli di testa. Non si tratta di un b-movie su scazzottate ed inseguimenti tra banditi e polizia, anche se del genere e’ considerato un onorevole precursore. E’ molto di più Banditi a Milano, non a caso presente fra i 100 film italiani da salvare selezionati da un progetto della Mostra del Cinema di Venezia, innovativo nello stile e nel ritmo, basato su un soggetto tratto un drammatico tema d’attualità (già storia italiana), con un cast d’eccellenza ed una ricercata colonna sonora. Ed e’ in memoria del regista Carlo Lizzani, recentemente scomparso a Roma che ne parliamo questa settimana.

Partigiano, resistente, e padre del cinema italiano, cui ha contribuito come regista, sceneggiatore e critico, di lui si e’ molto parlato questa settimana. Se ne sono ricordati gli esordi tra le file dei neorealisti, l’attività di critico cinematografico e l’impegno sociale dei suoi film. Con molto poco buon gusto il sito dagospia ha dato notizia della sua morte con il titolo ‘ Attenzione, caduta registi’ , ricordando anche la recente morte di Mario Monicelli avvenuta in simili circostanze.

Di Banditi a Milano invece si parla generalmente come un film chiave della storia del cinema italiano, e non soltanto perche’ precursore di un genere, ma per le sue qualità.

Il soggetto e’ tratto da un caso di cronaca di fine anni ’60, le vicende dei 4 banditi torinesi dalla banda Cavallero. Anarchici più che leninisti, in nome della giustizia sociale compirono diverse rapine, l’ultima delle quali, magnificamente ricostruita nel film ebbe luogo al Banco di Napoli in una brulla e nebbiosa Milano. Durante la rapina ed il successivo inseguimento persero la vita 6 persone in totale ed i rapinatori furono arrestati di li’ a qualche giorno.

Come al solito, ed abbondantemente ribadito, valore aggiunto alla qualità della pellicola e’ dato dall’interpretazione di Gian Maria Volonte’, ben accompagnato da Tomas Millian, irriconoscibile, agli esordi (nel ruolo di commissario della polizia), oltre che dalle musiche vagamente prog e psichedeliche di Riz Ortolani.

Giulia Pirrone

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