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Cinquantamila per la sanità pubblica

In Internazionale on 30/09/2013 at 21:31

di Simone Rossi
Questa domenica, 29 settembre, un corteo di oltre cinquantamila persone è sfilato per le strade di Manchester, dove si aprivano i lavori per il congresso annuale del Partito dei Conservatori britannico. Convocati da alcune delle principali sigle sindacali, le migliaia di manifestanti sono giunti da ogni lato dell’Inghilterra e del Galles, le due entità del Regno Unito in cui si applica la maggior parte delle riforme decise dal governo centrale; Scozia ed Irlanda del Nord godono di un’autonomia che permette alle rispettive amministrazioni regionali di apporre correttivi a quanto deciso a Londra. Se la manifestazione e gli slogan invitavano l’Esecutivo ed i Conservatori a ripensare le politiche di austerità ed a dimettersi, l’obiettivo principale delle rimostranze era il Ministro della Sanità Jeremy Hunt, fautore delle politiche che stanno portando la sanità pubblica britannica in stato di difficoltà ed aprendo le porte alle imprese private tramite tagli e cessioni di servizi al miglior offerente. Tra i manifestanti non solo attivisti sindacali, ma a che migliaia di cittadini con i propri figli, anziani che reclamavano il diritto alla salute e molti disabili, particolarmente colpiti dalla riforma dei sussidi che ha spinto parecchi di loro sotto la soglia di povertà e negato la possibilità di ottenere un impiego a seguito del licenziamento di centinaia di loro dall’azienda pubblica Remploy, creata dopo la Seconda Guerra Mondiale per offrire lavoro ai mutilati.
La partecipazione è stata elevata relativamente alle consuetudini degli inglesi, poco inclini a scendere per strada, ed ha avuto spazio tra le notizie del giorno alla radio della BBC e su alcuni quotidiani di tiratura nazionale, ma non quelli di area conservatrice solitamente alquanto allergici alle notizie che non mettono in cattiva luce immigrati, disoccupati ed “estremisti” di sinistra. Tuttavia la partecipazione di decine di migliaia di cittadini ad un corteo nazionale e le motivazioni della loro protesta sembrano aver suscitato non più interesse dell’avvio del processo per l’omicidio di Meredith Kercher in Italia o del pettegolezzo del giorno sul “VIP” di turno.
Come ci si poteva attendere, i delegati e gli esponenti di governo riuniti nel congresso del Partito dei Conservatori non hanno tenuto in conto la presenza dei dimostranti e non sembrano voler recedere dal proprio disegno di trasformazione della società verso un modello prossimo a quello descritto da Dickens nei propri romanzi, in cui salute ed istruzione sono lussi per chi può permetterseli ed in cui tutto, dalla tutela dell’ambiente a quella dei lavoratori, è subordinato agli interessi ed al profitto della classe dominante. Nell’anno e mezzo che ci separa dalle prossime elezioni generali sindacati, partiti progressisti ed associazioni che si battono contro i tagli ai servizi sociali dovranno tenere alto il livello dello scontro politico ed evidenziare gli aspetti più vergognosi delle politiche del Governo, come quelle che gettano nella povertà e nella disperazione i disabili, per poterne determinare la sconfitta alle urne. Tra i partecipanti al corteo la coscienza della posta in gioco ed è stato forte l’invito ad agire sui luoghi di lavoro a sostegno delle categorie che nelle presse settimane scenderanno in sciopero. Un appello alla solidarietà che incuterà timore tra le fila dei conservatori la cui forza negli ultimi tre anni, come all’epoca di Margareth Thatcher, è stata quella di dividere i lavoratori creando una fittizia divisione tra i “buoni” ed i “cattivi”.

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