resistenzainternazionale

Donne contro Allende

In Fin de parti(e) on 11/09/2013 at 13:23

Di @MonicaRBedana

allende-neruda

Non stavano con Allende, le donne del Chile.
Quelle ricche lo avversarono di quell’odio ruvido con cui si difendono i privilegi; le meno privilegiate lo odiarono perché gli scaffali vuoti di alimentari impedivano loro di sfamare la famiglia e ciò marcava a fuoco la loro identità di donne, il senso della loro realizzazione nella società.

Le ricche fecero campare i propri privilegi sulla fame delle famiglie di altre donne, sfruttando e fomentando la scarsità di cibo, allungando le code interminabili per procurarselo, l’angoscia di non trovarne mai abbastanza, di non aver di che riempire le bocche dei figli e sostentare le ginocchia dei mariti. Le donne dell’oligarchia fascista e le contadine dalla stessa parte della barricata, le une per mantenere lo status, le altre prese per fame, con le travvegole che impedirono loro di riconoscere i veri fautori della crisi economica del Paese, di annusarne il disegno.
Una ferita nella ferita di ogni disuguaglianza, per il compagno Presidente, quella delle donne del popolo che, vittime soprattutto di carestia morale combattevano a fianco del Capitale, contro di lui e contro l’idea di una società finalmente equa. Un’infamia incancellabile nella lunga storia di invasioni, di campo e di coscienza, degli Stati Uniti; la stessa che aleggia oggi sulla Siria in un ripetersi indifferente di disperate difese numantine.
Ci provò, Allende, a conquistarsi le donne.

Fu l’otto marzo del 1972, ad Antofagasta, dopo che le donne cilene avevano già organizzato la “marcia delle pentole vuote” contro il Presidente, aumentando drammaticamente l’instabilità del Governo. Fu un discorso cruciale, quello pensato per le donne; Allende si rivolse alle “donne di casa, alle madri, alle figlie, alle compagne; alle donne dei campi, delle fabbriche, delle botteghe, a quelle della scuola e degli ospedali. Alle eroine delle saline, del carbone; alle spose degli uomini del rame e a quelle di frontiera”. A tutte le donne, ma specialmente a quelle che costruiscono il loro futuro e soprattutto quello degli altri con le proprie mani. In quel discorso, Allende le invitò tutte ad entrare nelle giunte per la distribuzione degli alimenti, a prendere il controllo di quella parte dei beni comuni che tocca intimamente la prima necessità. Troppo tardi: il presidente non era già più padrone del proprio destino, se mai lo fosse stato di quello della nazione.
“Yo soy cada día más partidario de las mujeres”, sto ogni giorno di più dalla parte delle donne, disse.
C’è ancora da dare un senso a quel discorso di Antofagasta; c’è da riempirlo della vita che fu tolta insieme alla speranza, c’è da rivendicare il diritto a ragionare tutti a pancia piena e non farci mai più prendere per fame dalla parte sbagliata della barricata. Soprattutto noi donne.  “Tenemos que aprovechar una ocasión tan bella”*, dobbiamo approfittare di un’occasione così bella.

*tenían che aprovechar una ocasión tan bella è ciò che scrisse Neruda quando i militari assaltarono la Moneda; bisognava approfittare dell’occasione, “mitragliarlo perché non avrebbe mai abbandonato il suo posto”

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