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La TAV, il PD, la Francia e il buon senso

In politica on 07/08/2013 at 17:14

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Uno pensa, il PD non è quello di Letta e Bersani, D’Alema e Veltroni, degli accordi con Berlusconi. C’è altro, il vero partito è meglio. Comincio a dubitarne, francamente. Soprattutto se guardo al gruppo di piemontesi, che si son sempre distinti negli ultimi anni per delle uscite a dir poco reazionarie. D’altronde il PD piemontese è quello dei Chiamparino che giocano a carte con Marchionne e lasciano un buco colossale in città per andare a dirigere la Fondazione San Paolo. O dei Fassino che dopo che la FIAT perde cause a ripetizione contro la FIOM trova il tempo per un pò di elogi all’imprenditore che oltre a non vendere macchine toglie i diritti sindacali.

Ma non basta. A proposito di buco, infatti, a Torino e d’intorni, in area PD, hanno una vera ossessione. Il buco in questione, naturalmente, è quello della ferrovia Torino-Lione, il sogno che occupa le notte di vertici democratici, su cui si sono giocati tutto il loro, davvero poco, prestigio politico. Il capo ultrà è un tal Stefano Esposito, senatore. Un signore che, davanti alle denunce di alcuni manifestanti NoTav sulle violenze subite dalla polizia ci dice, papale papale, che le botte se le sono cercate. E, sostituendosi alla magistratura, che le violenze gratuite se le sono inventate i manifestanti. Il COISP, il sindacato di polizia che perseguita la madre del povero Aldrovandi e ha deciso ora di prendersela con Carlo Giuliani, dovrebbe offrirgli una tessera di socio onorario – e magari un manganello. Raffaele Bianco, sempre del PD di Torino, non vuole però esser da meno. Nel giorno in cui si scopre l’ennesima morte in carcere, per soffocamento, dovuta ai maltrattamenti subiti dai carabinieri, il prode democratico ci illumina: le forze dell’ordine si difendono. E comunque, mal che vada, sono singoli che sbagliano. Già, come alla DIAZ dove son stati condannati i vertici della Polizia. Malafede o solo ignoranza crassa? In entrambi i casi, un problema per un politico di professione.

Ma d’altronde malafede ed ignoranza la fanno da padrone nella vicenda TAV. Il PD, con i suoi prodi cavalieri teutonici, hanno deciso che la TAV si farà, basta discutere. Che non serva, non importa. Che esista già un’altra linea sotto-utilizzata, chi se ne frega. Che il vantaggio di avere merci che filano a 200 km/h sia risibile rispetto ai costi sostenuti, un dettaglio tecnico. Che siamo in austerity e non ci siano soldi non è interessante. Che le ferrovie locali avrebbero urgente bisogno di quei soldi per migliorare i servizi per i pendolari – con tanto di aumento di produttività del lavoro nelle aree coinvolte – è un puro diversivo. Ma soprattutto se ne infischiano del fatto che questo mitico tunnel avrà una entrata italiana ma non una uscita francese. Infatti il buon Hollande ha fatto 2 conti e pensato bene che sta galleria alla fin fine non serve. Stop a tutti, o quasi, i cantieri ad alta velocità almeno fino al 2030, e risorse investite, guarda te, per migliorare le tratte locali esistenti. In tempi in cui bisogna stringere la cinghia e dare una scala di priorità agli investimenti, a Parigi han pensato bene che far correre le mozzarelle da Lisbona a Kiev non sia poi così importante.

Ma i nostri eroi da questo orecchio non ci sentono. Continuano imperterriti, sprezzanti del ridicolo e del buon senso. E’ un fattore ideologico, questo tunnel s’ha da fare, costi quel che costi. Anche se non serve a nulla. Dei veri statisti.

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