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Faccetta nera, bell’Italietta

In politica on 05/08/2013 at 12:34

di Simone Rossi

Grazie al giullare delle libertà, questo mese caldo e solitamente piatto dal punto di vista della cronaca politica è iniziato in maniera scoppiettante; nel giro di pochi giorni, di un fine settimana lungo, i cittadini italiani hanno avuto un’ulteriore occasione di apprezzare lo spirito sobrio, responsabile e democratico  della destra italiana.

Nonostante l’ostentata tranquillità e l’atteggiamento da statista (o meglio della macchietta dello statista) mostrati da Silvio Berlusconi alla vigilia della sentenza della Cassazione sull’evasione fiscale del gruppo Mediaset, falchi, pitonesse, gattine e bradipi del PdL hanno scatenato il pandemonio alla condanna del loro leader/padrone. E lo statista di cui sopra non è stato da meno, intervenendo pubblicamente a propria discolpa e minacciando fiamme e fuoco contro quella magistratura che osa essere indipendente dal potere politico e a condannare i potenti. Uno in particolare. E giù un profluvio di attacchi alla magistratura fomentatrice di una guerra civile iniziata nel 1992, di deliri sui comunisti e di quel ritrito repertorio berlusconiano che sembra condannare l’Italia a vivere in un perenne ’94. Il tutto coronato da una manifestazione sotto la residenza romana del capo, con un palco non autorizzato, po’ di vandalismo ai danni di un palo della luce ed alla segnaletica stradale e cori inneggianti al duce. Non è chiaro se il riferimento fosse a Benito Mussolini o a Silvio Berlusconi.

Per sobrietà e senso di responsabilità vanno poi menzionati i quotidiani di casa Berlusconi, in testa Il Giornale, che per l’occasione hanno rispolverato il metodo “Boffo” (o “Mesiano” che si preferisca), gettando fango su uno dei magistrati del collegio giudicante, il giudice Antonio Esposito, che sarebbe reo di aver espresso commenti su Berlusconi, di aver rotto in passato il segreto su un’altra sentenza e, orrore, di essersi presentato con abbigliamento inidoneo ad un’iniziativa ufficiale.

Sempre a Roma e negli stessi giorni quest’Italietta fatta di fascisti mai pentiti ed opportunisti, dava ulteriore sfoggio di sé, con una manifestazione non autorizzata. Durante la cerimonia per la pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali alcune centinaia di cittadini hanno protestato contro una nuova discarica che si vorrebbe realizzare nel sito Falcognana. Alla testa del corteo, sindaco ed ex sindaco della precedente amministrazione, Gianni Alemanno e Sveva Belviso, cortesemente mandati a casa dai cittadini romani tramite elezioni lo scorso maggio ed ora riciclatisi a capi popolo del sabato sera.

Alla faccia della cosiddetta pacificazione nazionale a lungo invocata dai “responsabili” di ogni colore politico, dello sdoganamento dei “ragazzi” fascisti di ieri e di oggi, delle larghe intese, degli inciuci, delle bicamerali e di tutto il “volemose bene” che ha caratterizzato gli ultimi venti anni, questo lungo fine settimana agostano ha mostrato di che pasta sia una buona parte della destra italiana: eversiva, refrattaria al rispetto di quella legalità, insensibile al ridicolo ma non per questo meno pericolosa, fascista. As[picabilmente, queste vicende di inizio agosto siano di monito per il futuro e servano da sveglia alle anime belle che nella corsa al centro dell’arco politico hanno chiuso ogni occhio possibile di fronte all’avanzata ed all’affermazione di questi settori della società riottosi al vivere comune ed alle regole che lo sostengono.

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