resistenzainternazionale

Londra, Roma, Tokio. Inediti parallelismi.

In Internazionale, politica on 30/07/2013 at 18:26

Di Simone Rossi.

Nelle ultime settimane nel dibattito parlamentare italiano sono entrate alcune norme che, qualora approvate, contribuiranno ad un ulteriore mutamento in senso oligarchico del sistema politico. Il riferimento non è al decreto pomposamente definito del “fare” (presto avremo quelli del “dire”, “baciare”,”lettera” e “testamento”), ma al disegno di legge per disciplinare il finanziamento ai partiti e quello per la modifica dell’articolo 138 della Costituzione, preludio ad uno stravolgimento della carta costituzionale in ossequio ai mantra della democrazia della maggioranza e della governabilità.

Fortemente voluta da alcuni settori del PD, la riforma dell’articolo 138 permetterebbe alle maggioranze parlamentari di modificare la Carta fondamentale più rapidamente e limiterebbe la possibilità di controllo e controbilanciamento da parte delle minoranze e dei cittadini; nei fatti l’articolo così riformato aprirebbe la strada (un’autostrada) a coloro che da anni tentano di piegare la Costituzione, ed i principi che essa contiene, ai desiderata dei potentati economici e politici, senza più l’impiccio della dialettica e del pluralismo parlamentare. Sperando nel torpore estivo, il governo ed i partiti delle cosiddette larghe intese intendono predisporre un attacco frontale e, probabilmente, finale al modello sociale ed istituzionale nato dalla Resistenza e consolidatosi nei decenni successivi in senso socialdemocratico; al suo posto si verrebbe a creare un sistema al servizio degli interessi dei più forti, in cui la centralità del lavoro, i diritti e il bilanciamento democratico tra i poteri sarebbero eliminati.
Singolarmente, una situazione analoga si sta delineando in Giappone, paese che fu parte dell’Asse con l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale e che, come la Repubblica Italiana, dopo il conflitto ha adottato una costituzione progressista, uno dei cui punti più avanzati è l’esplicito rifiuto della guerra in quanto strumento di risoluzione delle controversie. Come i propri omologhi italiani e forti del buon risultato ottenuto alle recenti elezioni legislative, i conservatori guidati da Shinzo Abe si propongono di avviare un programma di riforme economiche che spazzerebbe via le tutele al lavoro ed all’ambiente, con forti investimenti nel nucleare nonostante Fukushima, ed intendono modificare la carta costituzionale in senso militarista ed imperialista.

Sul fronte del finanziamento ai partiti, la coalizione di governo italiana sembrerebbe voler interpretare la richiesta dei cittadini di porre fine al finanziamento pubblico ai partiti e di disciplinare quello privato, manifestata con un referendum venti anni fa e reiterata nella montante indignazione anti casta. Il diavolo nasconde la sua coda nei dettagli ed è nei dettagli delle proposte di emendamento che si trovano le norme che una volta entrate in vigore consentirebbero di ottenere maggiori sgravi a chi finanzia i partiti rispetto a chi dona ad organizzazioni caritatevoli o, secondo quanto proposto da alcuni onorevoli del PdL, depenalizzerebbero il finanziamento illecito ai partiti. Così, a norma in vigore da un lato si toglierà ossigeno del finanziamento pubblico a quelle forze partitiche non allineate agli interessi dei detentori di grandi capitali, mentre dall’altro si darà mano libera a fenomeni di corruzione e si renderanno i partiti strumenti in mano alle oligarchie industriali e finanziarie.
Tutto ciò non sembra nella sostanza molto diverso da quanto sta accadendo nel Regno Unito, dove il governo guidato dal conservatore David Cameron ha preso al balzo la palla della disputa interna al Partito Laburista di cui abbiamo trattato qualche settimana fa e sta procedendo alla regolamentazione del finanziamento ai partiti. Con il supporto della stampa reazionaria e conservatrice, Cameron si impegna a spezzare in nome della trasparenza il legame economico e politico tra i Laburisti e le organizzazioni sindacali, presentato come opaco, poco pulito. Per contro egli sembra trascurare il legame tra il suo partito, i Conservatori, e le grandi lobby, quello sì in odore di conflitto di interessi. Così, nonostante la creazione e la gestione dei fondi dei sindacati a sostegno del Partito Laburista siano già regolate da leggi restrittive che impongono trasparenza, tra le pieghe della norma in discussione si introdurrebbero commi che consentirebbero alle lobby industriali e finanziarie di esercitare la propria influenza al riparo dallo scrutinio pubblico ricorrendo a piccoli trucchi formali. Anche in questo caso, l’eventuale entrata in vigore della legge toglierebbe fondi vitali ai Laburisti ed in particolare alla sinistra interna a quel partito, a favore di quell’ala liberale, o meglio neoliberista, facente capo a Tony Blair.

Queste vicende parallele, in apparenza slegate tra loro, sono nei fatti molto prossime e rientrano in quel processo di trasformazione della democrazia occidentale che ha la sua punta dell’iceberg nello smantellamento dello stato sociale ma che riguarda anche gli equilibri tra poteri dello stato e la possibilità per tutti, a prescindere dal censo, di partecipare alla vita politica. Non solo le classi dominanti stanno facendo pagare la crisi al ceto medio ed a quello basso, traendone profitto economico, ma stanno predisponendo strutture istituzionali che impediscano, nel futuro prossimo e possibilmente anche in quello remoto, alle fasce popolari di dettare l’agenda politica e, non sia mai, di prendere il potere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: