resistenzainternazionale

Il ministro. L’esercizio dello Stato, 2011 P. Schoeller

In Cineteca politica on 26/07/2013 at 13:06

Di Giulia Pirrone

Cosa sogna un uomo di potere?

Degli uomini incappucciati che preparano una stanza istituzionale in cui una voluttuosa donna nuda entra, di sua spontanea volontà, nelle fauci di un coccodrillo.

E’ così che ha inizio Il Ministro – L’Esercizio dello Stato, film franco-belga vincitore nel 2011 a Cannes del premio della critica internazionale.

Il sogno del Ministro dei Trasporti francese e’ interrotto da una telefonata che annuncia un fatale incidente stradale in cui un bus di studenti perde il controllo e finisce fuori strada.

E nel breve intervallo di un’intervista si passa dalla tragedia delle vite spezzate all’eventuale privatizzazione di stazioni ferroviarie. E poi il potere ed il suo esercizio, l’esercizio come strumento e finalità del potere stesso. Il film va avanti al ritmo frenetico imposto dall’esercizio dello stato (lotte ed intrighi politici, crisi economica), e per mantenere il potere, passare alla storia gloriosamente non ci si può fermare mai, almeno non fino all’incidente successivo.

Ed ecco che l’uomo viene ingurgitato dallo Stato così come la donna si fa divorare dal coccodrillo, nel perfetto inganno tessuto dalla democrazia in cui le armi della persuasione sono usate per travestire in scelte indipendenti quelle che in realtà sono assenze di alternative.

E se il film si sviluppa su una fitta trama di eventi reali, quali i problemi politici da risolvere, i tradimenti interni al governo, le sciagure che sì mietono vittime, ma sono anch’esse strumentali ai punti da vincere nei sondaggi, é nell’interpretazione degli squarci simbolici, e dello stesso titolo, che contiene il suo aspetto più interessante, ponendosi al di sopra di un banale giudizio politico sull’operato di questo o quel governo. Poco importa se il nostro ministro sia un uomo di destra o di sinistra (qualora queste distinzioni abbiano ancora significato), é innanzi tutto, e prima ancora dei governati, il simbolo dell’uomo politico che esercita il potere perché lo subisce.

 

Ed in un questo sistema circolare la dinamica del potere ‘bestiale’ che, previo consenso fagocita l’uomo, si autoalimenta ed assicura la propria vivace voracità grazie agli stessi meccanismi di persuasione e manipolazione quali la retorica e la solenne oratoria, vanto di casta della politica.

ll Ministro – L’Esercizio dello Stato, quasi universalmente elogiato dalla critica francese, é stato invece screditato con una sola stella dai Cahiers du Cinema, bibbia del cinema d’autore, che lo ha considerato più un film dal punto di vista del potere, che una critica del potere stesso.

 

 

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