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D&G: l’arroganza della ricchezza

In Capitalismo on 20/07/2013 at 13:08

 

Che faccia tosta questi ricchi un pò grossolani, un pò egoisti, molto pieni di sè che pensano che il denaro si compri tutto, dal rispetto all’impunità – in questo il maestro è un famoso milanese doc, un tale che per qualche anno ha fatto pure il presidente del consiglio, tutto con minuscola, per l’occasione.

Ma questi stilisti, questi campioni dell’Italia nel mondo, sono andati oltre. Ce l’hanno col Comune di Milano, che fa schifo, dicono. Ma anche con tutti quelli che li accusano di essere evasori fiscali. Sono sdegnati perchè accusati – e condannati!, in primo grado – di evasione fiscale hanno deciso di dire basta. Basta alle accuse, non le accettiamo più e per ritorsione chiudiamo per 3 giorni i negozi. Perchè, come da loro comunicato, non è sopportabile che la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate li perseguiti – salvo poi esser trovati colpevoli da un Tribunale della Repubblica per una società con sede all’estero ma attività in Italia. Che poi magari saranno assolti, per ora non sono colpevoli, ma queste furbizie, come dire, sono sotto gli occhi di tutti, e non fatte certo dai soli D&G ma dai millanta ricchi che non sopportano di dover pagare quelle che a loro detta sono troppo tasse.

Ne pagano già abbastanza. Questa è la linea difensiva, almeno così pare di capire, degli stilisti, che hanno comprato paginoni di giornali per pubblicare la loro dichiarazione dei redditi. Una linea difensiva, nuovamente, sinistramente simile a quella di Berlusconi. Pagano molto – in termini assoluti – i nostri eroi? Nessuno lo mette in dubbio. Vuol dire che pagano abbastanza? Non direi proprio. A parte il fatto che la tassazione attuale è molto minore di quella di 30 anni fa – quando le aliquote massime raggiungevano il 70% anche in America! – ed io sarei per alzarla in maniera consistenti a tutti i ricchi tipo D&G, ecco, a parte questo, direi che abbastanza è solo quando si è pagato tutto. Se una parte non la si paga con attività di evasione ed elusione, uno può essere anche il primo contribuente italiano, ma rimane un cittadino infedele.

Ed un Comune come quello di Milano non ha solo il diritto, ma ha anche il dovere di negare gli spazi pubblicitari comunali a chi non è fedele verso la cosa pubblica – previa naturalmente condanna definitiva.

L’essere additati al pubblico ludibrio per le loro supposte malefatte ha fatto indignare D&G. Pensino loro quanto sono indegnati i pensionati senza soldi, i disoccupati sul lastrico, i malati che devono pagare il ticket, ed in generale tutti i contribuenti onesti e senza società all’estero che devono pagare le tasse per coprire i buchi di bilancio provocati dagli evasori. E si rendano conto che forse il Comune di Milano fa schifo, ma di sicuro fanno più schifo gli evasori.

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