resistenzainternazionale

Il capitalismo agreste dei Ligresti

In Fin de parti(e) on 18/07/2013 at 13:01

ImmagineDi @MonicaRBedana

Se esiste trasposizione moderna del paese della cuccagna del Folengo, con le Alpi di formaggio, i fiumi di brodo, i laghi di zuppa, le coste di burro, gnocchi e tagliatelle, quello è il posto in cui vivono da generazioni i Ligresti. E ci pare impossibile che sia lo stesso posto in cui noi tiriamo faticosamente a campare.

Sul loro capitalismo grasso, gretto e becero si potrebbero spalmare chili di ironia, se non fosse per  il timore di ferire la sensibilità di quelle migliaia di piccoli investitori nel cui piatto il clan di Salvatore si è abbuffato senza ritegno di casoncelli e maccheroni.

Apprendiamo poi dalle cronache che oltre alle case questi novelli Martin Cocai posseggono foresterie, luoghi in cui un tempo si ospitavano i pellegrini dei cammini di Roma o Santiago, spazi ascetici in cui fatichiamo ad immaginarli. Ma in fondo dal medioevo feudale il cosiddetto capitalismo italiano non è mai uscito.

E a misura di popolo è senza dubbio la loro assicurazione sul furto della borsetta,  invenzione che costituisce la pietra miliare della finanza pensata al femminile ed affronta un’emergenza del pianeta donna finora inascoltata: lo scippo Vuitton in via Montenapoleone. Polizza imprescindibile in un Paese che sgrana come un rosario una donna vittima di violenza fisica o psicologica ogni 12 secondi. E da questo non c’è polizza che ci protegga, nemmeno della SAI.

Facili le ironie sulla passione di tale Jonella per i cavalli; il mio regno per un cavallo, più l’uomo è stupido e più lo capisce il suo cavallo… . Non credete al cavallo, troiani, che in quella pancia ha inghiottito oltre 500 milioni di euro e lo apprendiamo lo stesso giorno in cui l’Istat ci sbatte in faccia che in Italia ci sono quasi dieci milioni di poveri.

Ci si scalda tanto intorno al ius soli, negandolo a chi, pur venendo da fuori,  lavora, cresce se stesso e i figli in un posto che vive e sente come suo. Chiediamoci se a quelli nati sullo stesso suolo, che però depredano e zerbinano –recidivi fino all’estenuazione- e poi pensano di poter salire sul primo jet e abbandonare il Paese, lo stesso ius andrebbe tolto (dopo aver saldato il conto con la giustizia e con i piccoli investitori). Esistono giorni in cui perfino il populismo mi pare una pratica sana.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: