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Una figuraccia dietro l’altra

In politica on 16/07/2013 at 08:31

 

Quello del prestigio internazionale è un tema ricorrente. Ricordate? Era uno dei motivi principali per cui si era deciso di affidarsi a Monti, uomo di statura europea, rispettato nei consessi internazionali, che ci doveva far dimenticare Berlusconi, addirittura avrebbe abbassato lo spread di un centinaio di punti da solo.

Se non che, appena nominato primo ministro i tassi di interesse ebbero un pericoloso picco, tanto per far capire che le cose erano un pò più complesse. E l’Italietta da 4 soldi, quella di cui si ride in giro per il mondo, non ha mancato di tornare di prepotenza alla ribalta. Prima la figura indecorosa di Finmeccanica in India, poi il caso Marò, evadono, non evadono, li difendiamo, li ridiamo, e via dicendo. Con l’Italia abbandonata dalla UE e stritolata dall’India. Dimissioni, governo comunque già pensionato, avanti un altro.

Ed un altro scandalo, naturalmente. Una bella marchetta internazionale di Alfano, come se il Viminale fosse Arcore. Una rifugiata politica ridata al Kazakhstan in barba alle norme internazionali. E cosa era successo? Semplicemente l’ambasciatore kazako aveva più o meno ordinato che si consegnasse il rifugiato, ed in mancanza di quello si è accontentato di moglie e figlia. In Italia ha subito trovato qualche lacchè pronto ad ubbidire. Russia, Kazakhstan, petrolio, Berlusconi, ENI, gli intrecci in questione sono notevoli ma la politica italiana rimane sempre la stessa, pronta al sotterfugio, all’opportunismo, al favore meschino, sperando che non si noti troppo. Alla fine però, data la scarsa professionalità degli addetti ai lavori, si nota sempre, pure troppo.

Ed ovviamente, un altro balletto circense. Bonino dice che l’abbiamo fatta grossa ma lei non si dimette, perchè, in fondo, chi se ne gioverebbe? Non fa una piega, a latte versato non ci si dimette mai, notoriamente ci si dimette prima di combinarlo, un pasticcio. Alfano, il vero sicario in questione, è addirittura disposto a mettere la polizia sulla sedia dell’imputato pur di salvare la pellaccia.

Ma non finisce qui. Mezzo mondo ci ride dietro quando un gorilla eletto vice presidente del Senato se ne esce con frasi razziste che non sarebbero ammissibili in nessun paese del mondo. Una figura tanto oscena da fare inalberare persino Letta, fedele al motto di Gino e Michele che anche le formiche nel loro piccolo si incazzano.

Ma rimangono formiche! Un governo che si fonda sul compromesso con il personaggio più impresentabile d’Europa, che ha un partito di maggioranza relativa che è disposto a tutto per uno strapuntino di potere (contorsioni per avvicinare la Lega non razzista, ah caro Bersani, quante topiche! inciuci indecorosi pur di salvare Berlusconi…pardon, Letta) che rispetto può ottenere in giro per il mondo? Non dimenticando i continui atti di sottomissione al potente di turno. Ve lo immaginato un Obama ancora non eletto andare a Berlino a chiedere la benedizione della Merkel? No? Beh, chiedete di Renzi, l’ennesimo democratico in giro per l’Europa ad elemosinare strette di mano.

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