resistenzainternazionale

Crisi e democrazia

In Da altri media on 13/07/2013 at 11:15

Riportiamo di seguito la traduzione di un articolo apparso sul quotidiano portoghese Avante in merito all’attacco contro le strutture della partecipazione democratica da parte del Capitale. Un tema cui abbiamo dedicato spazio su questo blog in passato e che è fondamentale in questa fase di crisi sociale ed istituzionale in Italia e nel mondo.

Viviamo tempi oscuri in cui la natura sfruttatrice, repressiva ed aggressiva del capitalismo tende a manifestarsi in forme sempre più acute. Innanzitutto perché sono ancora vive le conseguenze delle sconfitte del socialismo sotto la violenta offensiva dell’imperialismo per recuperare le posizioni perse nel corso del XX secolo. In secondo luogo perché, nel quadro dell’approfondimento della crisi strutturale e sistemica, il sistema capitalista attraversa una crisi ciclica prolungata di sovrapproduzione e sovraccumulazione per la quale si vede una sola via di uscita: l’intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori, la ricolonizzazione dei popoli della periferia capitalista, l’appropriazione ed la dilapidazione delle risorse naturali del pianeta. Ciò, al pari della centralizzazione e del concentramento del capitale favoriti dalla crisi stessa e della conseguente riduzione della base sociale del potere monopolista, può solamente portare all’acuizione delle contraddizioni di classe e nazionali, alla crescita della resistenza e della lotta popolare nel mondo intero, all’emergere di processi progressisti e rivoluzionari, come sta accadendo in America Latina.

Davanti a questa realtà minacciosa, le classi dominanti agitano lo spauracchio del “terrorismo” (che nel loro linguaggio assimilano a “estremismo”, “radicalismo” e “ribellione”), assumono misure di carattere securitario, intensificano la repressione, teorizzano sulla necessità di scambiare i diritti fondamentali conquistati duramente con la “sicurezza”e la “stabilità”. La brutale regressione sociale e civile che pretendono di imporre al mondo è incompatibile con l’esercizio di “liberal democrazia” rappresentato dalla loro dittatura di classe, ed i centri dell’imperialismo, che insistono con l’anticomunismo mentre analizzano l’avanzata di forze razziste e fasciste, elaborano e mettono in pratica una concezione dello “stato di diritto” di matrice borghese via via più muscolosa sul fronte interno e più arbitraria, aggressiva e criminale verso l’esterno che, traendo vantaggio dai progressi nelle scienze e nella tecnica, contiene una minaccia alla libertà senza precedenti. Le recenti rivelazioni dei meccanismi di spionaggio sofisticati utilizzati dalla nordamericana NSA con la collaborazione di Google, Microsoft, Apple ed altri colossi dei servizi in rete ci mettono in guardia dai pericoli cui sono esposti i cittadini ed i popoli del pianeta.

Pericoli che gli araldi del capitalismo ternano di nascondere se non addirittura di negare, ma che sono tanto più reali quanto più profonde sono le loro radici economiche. A fronte dell’inesorabile tenenza alla riduzione del saggio di profitto, della situazione di stagnazione e di recessione in cui si trovano le principali economie capitaliste e dell’evidente incapacità del sistema di fornire risposte ai problemi ed alle aspirazioni dei lavoratori e dei popoli, il grande capitale si prepara al peggio e gioca la carta della progressiva limitazione ed eliminazione delle libertà e dei diritti fondamentali. Lo stesso rafforzamento delle strutture e delle politiche sovranazionali determinato dall’internazionalizzazione del capitale, sottomettendo la sovranità di paesi come il Portogallo, può esser imposto solo per via coercitiva, cosa che è palese nel carattere progressivamente antidemocratico dell’Unione Europea e nell’insieme di misure dette di “sicurezza” per le quali assume crescente importanza l’integrazione con la NATO e con i servizi segreti statunitensi.

La nostra [del Partito Comunista Portoghese] lotta per una politica ed un governo patriottici e di sinistra, per il rifiuto del patto di aggressione e per la rottura del processo di integrazione capitalista europea è contemporaneamente una lotta internazionalista per la libertà e per la democrazia.

Il testo originale può essere consultato sul sito di Avante.

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