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Brasile. Giornata Nazionale di Lotta

In Internazionale on 12/07/2013 at 09:17

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di Simone Rossi

Ieri, 11 luglio, migliaia di lavoratori e lavoratrici brasiliani hanno incrociato le braccia e sono scesi nelle strade delle maggiori città brasiliane per la Giornata Nazionale di Lotta indetta dalla CUT, principale centrale sindacale brasiliana, e da altre confederazioni per portare le tematiche del lavoro e dei diritti al centro del movimento di protesta che investe da un mese la nazione. Tra le rivendicazioni dei lavoratori e le organizzazioni che li rappresentano vi sono: incremento dei salari, riforma della previdenza, libertà di manifestazione e di sciopero, incremento delle tutele dei lavoratori, miglioramento dei servizi pubblici, riforma agraria, diritto alla casa, democratizzazione dei media. Le categorie coinvolte sono state trentotto, dal settore del trasporto a quello metalmeccanico, dai portuali al pubblico servizio, con la notevole defezione dei dipendenti delle aziende di trasporto di San Paolo e Rio de Janeiro, che hanno deciso di non scendere in sciopero con una votazione tenuta mercoledì notte. Secondo il carioca Jornal do Commercio i lavoratori in questione hanno ritenuto di dover tutelare un servizio pubblico fondamentale per i cittadini; tuttavia avrebbe pesato l’eventualità di una multa salata comminata dai tribunali del lavoro locale nel caso non fossero stati osservati vincoli minimi di servizio. Le manifestazioni hanno avuto un carattere generalmente pacifico; la tensione è salita in serata a Rio de Janeiro, dove la polizia ha lanciato lacrimogeni contro i manifestanti che cercavano di raggiungere la sede del governo statale. Nella capitale federale Brasilia gli attivisti del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra hanno occupato la sede dell’INCRA, l’istituto che presiede alla colonizzazione delle terre vergini ed alla redistribuzione delle terre incolte, per chiedere il riavvio della riforma agraria e l’assegnazione di terre a centocinquantamila famiglie.
In base a quanto riportato dal quotidiano Folha de São Paulo i cortei avrebbero avuto una partecipazione inferiore a quella vista nelle scorse settimane nelle manifestazioni promosse da alcuni movimenti di base ed associazioni, in cui è stata marginale quando non nulla la essenza dei partiti progressisti e delle stile sindacali; tuttavia non sono disponibili stime ufficiali sulla partecipazione alle manifestazioni né informazioni sull’adesione allo sciopero. Se il dato fornito dal quotidiano paulista fosse confermato al termine della giornata si consoliderebbe quella tendenza allo spontaneismo ed alla cosiddetta antipolitica che ha caratterizzato le prime settimane di proteste; una tendenza le cui implicazioni possono portare ad effetti opposti a quelli desiderati come espresso in un articolo su questo blog giorni fa.

Nel frattempo la presidentessa Dilma Rousseff ha subito una sconfitta alla Camera dei Deputati federale, dove i capigruppo hanno cassato la proposta di portare al voto dell’aula la legge con cui si convocherebbe un plebiscito per una riforma istituzionale. Il plebiscito era una delle risposte fornite dall’Esecutivo alle centinaia di migliaia di cittadini scesi in piazza per chiedere più democrazia e servizi pubblici migliori, tuttavia spetta alle Camere e non al Governo legiferare in materia ed i deputati hanno ritenuto di non farlo, con la sola eccezione del Partito dei Lavoratori (PT), cui appartiene Rousseff. Della strategia lanciata dalla presidentessa per accogliere le richieste dei manifestanti restano in piedi la proposta di riforma elettorale, che sarà discussa ad ottobre, e l’impegno ad incrementare i finanziamenti per i servizi pubblici, in particolare i trasporti, su cui la coalizione di maggioranza si sta confrontando in questi giorni con primi evidenti divergenze all’interno di un’alleanza variegata, dove i progressisti del PT sono insieme ad i moderati del PMDB.

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