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Puttane, magnaccia, spie e traditori: la corte da basso impero del Cavaliere

In politica on 02/07/2013 at 06:15

corte-dei-miracoli

Berlusconi e i suoi sgherri possono pure prendersela con la magistratura, possono anche pensare di difendere la democrazia da un golpe giudiziario, ma dovrebbero cominciare soprattutto a fare pulizia in casa propria.

Negli ultimi giorni sta accadendo un pò di tutto. Per cominciare, B. condannato per esser andato con una prostituta minorenne. La reazione di Ferrara e soci è stata di andare in piazza truccati, autoproclamandosi puttane. Volevano un invito ad Arcore? Non si capisce bene l’ennesimo gesto, diciamo così, futurista, dell’elefantino: cosa chiede, cosa rivendica? La libertà di andare a puttane? Ma quella già c’è, il problema magari è non andare con una minorenne. La libertà di essere puttana? Ma anche in questo caso, chi la nega? Ne sa ben qualcosa lui che si vendeva per soldi a servizi segreti stranieri. O forse sottolinea il fatto che basta andare con Berlusconi per essere puttane? Ci si potrebbe pure ragionare, se non che è un dato di fatto che diverse delle signorine coinvolte nella storia facessero il mestiere più antico del mondo.

D’altronde Ferrara, puttana e spia, è l’archetipo dell’uomo di corte di Berlusconi. Più fedele, intellettualmente più preparato, ma non necessariamente meglio. De Gregorio, per esempio, una di quelle macchiette a metà tra politica, spionaggio e Bagaglino, ha scelto il momento giusto per dare un colpetto all’ex capo. Ve lo ricordate? Era quel personaggio improponibile che nel 2006, appena eletto con l’Italia dei Valori, pensò bene di scollinare a destra in cambio della presidenza di una Commissione. Ora ci racconta che è stato pagato per i suoi servizi, una sorta di segreto di Pulcinella. Si è pentito, forse? La sua spiegazione ufficiale è che in sogno gli è apparso il padre dicendogli di confessare tutto, modello San Paolo sulla via di Damasco. In effetti alla corte dei miracoli mancavano solo le apparizioni oniriche.

Nel frattempo, anche l’ex magnaccia Lele Mora ha deciso di abbandonare la barca che affonda (?). Con tono da Savonarola ha denunciato con disgusto le serate eleganti di Arcore. Un altro pentito, la prigione lo ha rimesso in forma sia mentalmente che fisicamente. Certo, lui e De Gregorio non sono proprio i migliori testimoni per l’accusa, gente al libro paga di Berlusconi, pronti a vendersi per un tozzo di pane, a prescindere dalla mano che li imbocca.

Ma il problema del Cavaliere è in fondo tutto qui. Ce ne frega poco delle sue nottate all’insegna di filmini, statuette di Priapo, travestimenti da infermiera tipo Drive In. Dopo tutto, la vita privata è vita privata, anche se all’insegna del decadimento da basso impero più squallido. Ed anche convincere un deputato a fare il sato della quaglia rientra nel gioco politico, purchè di politica, appunto, si tratti. Invece no. Per i suoi affari, pubblici e privati, Berlusconi si è servito di un nugolo di puttane, magnaccia e spie, che ricattano, ciucciano soldi, minacciano, ed infine tradiscono. Una corte da basso impero che sarebbe imbarazzante per un sultano, ma è sicuramente incompatibile con un governo democratico, o con quel che ne rimane.

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