resistenzainternazionale

Emma l’americana

In Internazionale, politica on 02/07/2013 at 19:20

di Simone Rossi
Le rivelazioni emerse nel fine settimana secondo cui alcune rappresentanze diplomatiche europee e dell’Unione Europea sono state oggetto di operazioni di spionaggio da parte della NSA hanno scatenato reazioni dure delle cancellerie, in particolare di quelle francese e tedesca, che chiedono spiegazioni all’esecutivo degli USA per il loro comportamento inspiegabile e preoccupante, minacciando di bloccare il trattato di libero commercio tra le due sponde dell’Atlantico di cui si discute da mesi. La presa di posizione più ferma è quella del governo tedesco, il cui Paese non appariva nell’elenco reso pubblico inizialmente ma che in realtà è stato oggetto di un’intensa attività spionistica, a conferma del fatto che la potenza d’oltre oceano concepisce il proprio ruolo nel parternariato con i paesi europei come dominante, che non ammette rivali. Dopo l’intervento del Ministro della Giustizia tedesco, che ha richiamato scenari da Guerra Fredda, il portavoce della Cancelliera Angela Merkel ha affermato che “origliare le conversazioni degli amici non è accettabile”.
Fa eccezione alle reazioni indignate dei colleghi europei l’ignavo silenzio dell’esecutivo italiano, il cui unico pronunciamento sulle vicende rivelate da Snowden è stato quello del Ministro degli Esteri, Emma Bonino, confermatasi ancora una volta più realista del re. Dopo i cauti inviti ad attendere conferme e risposte, forte della propria convinzione che tra le due sponde dell’Atlantico ci sia uno spirito di collaborazione e di amicizia, ha bacchettato duramente il governo statunitense, affermando che “spiarsi tra alleati non è carino”. Dopo di che ha buttato la vicenda “in caciara”, ironizzando sul ruolo assunto dalla Russia nella querelle internazionale seguita alle rivelazioni sul NSA, elencando i successi della diplomazia euro-americana nel bacino del Mediterraneo ed esprimendo soddisfazione per l’ingresso della Croazia nella UE. Un atteggiamento, quello della Bonino e del Governo Letta, che ribadisce l’insignificanza dell’Italia sul palcoscenico internazionale, dove da almeno due decenni ha un ruolo da personaggio della Commedia dell’Arte, appiattito sui voleri degli alleati più potenti ed incapace di asserire la benché minima autonomia e dignità, che si tratti di assicurare alla giustizia i responsabili della strage del Cermis (1998) o di asserire la propria sovranità di fronte ai diktat della BCE (2011).

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