resistenzainternazionale

Cemento e petrodollari.

In politica on 13/06/2013 at 22:22

di Simone Rossi
Nell’aprile dello scorso anno la compagnia Qatar Holding, che gestisce parte del fondo sovrano dell’emirato omonimo, acquistò la Smeralda Holding, un’azienda che possiede alberghi, villaggi, campi da golf e duemila quattrocento ettari di terra non edificata sulla Costa Smeralda in Sardegna. L’annuncio fu dato con una conferenza stampa dell’emiro Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani in cui intervenne anche Mario Monti, allora Presidente del Consiglio, tra sorrisi e promesse di investimenti per un miliardo di euro, al solito presentatati come forieri di sviluppo e di benessere.
Sono occorsi pochi mesi per comprendere a quale tipo di sviluppo l’emiro si riferisse. Verso la fine dell’anno la proprietà ha illustrato un progetto per la realizzazione di cinquecentomila metri cubi di cemento in aggiunta a quanto già esistente, comprensivi di quattro hotel di lusso da cinquecento posti letto, settanta ville e trenta residenze di pregio; a questi interventi andranno aggiunti gli interventi di riqualificazione di Porto Cervo e la realizzazione di una pista per i go-kart. Il piano è stato accolto dall’opposizione delle organizzazioni locali e da quelle ambientaliste e dal plauso dell’amministrazione regionale, in particolare il Presidente della Giunta Ugo Cappellacci, pronto a spianare la strada all’intervento speculativo del fondo sovrano qatariota. Più caute le amministrazioni comunali coinvolte, quelle di Arzachena ed Olbia, che alla pretesa della Qatar Holding di approvare il progetto come un pacchetto unico, ancorché non sono stati resi noti i dettagli sulle aree coinvolte e sulle volumetrie, preferiscono una valutazione puntuale, caso per caso. Inoltre, ad ostacolare l’approvazione del progetto sono i vincoli posti dal Piano Paesaggistico Regionale (PPR), cui si sono appellate le associazioni che vogliono impedire la nuova colata di cemento su un territorio già oggetto di intensa opera edificatoria negli ultimi quarant’anni. Su iniziativa di Cappellaci lo scorso marzo è stata avviata la procedura di revisione del PPR presso il Ministero per i beni e attività culturali, alla presenza delle associazioni interessate.
Si dice che il denaro non abbia odore, tuttavia riesce ad esercitare il fascino dello sterco sulle mosche nei confronti di chi siede nelle istituzioni, in teoria a rappresentare i cittadini. Inerti quando non indifferenti ai problemi del cittadino comune, essi raggiungono gradi di solerzia inattesa quando si tratta di favorire gli interessi di pochi, come nel vicenda appena illustrata o nel caso dell’ILVA di Taranto, in cui l’Esecutivo ha tentato di ostacolare il lavoro della Magistratura intervenendo ‘ad personam’ sulla legislazione vigente.

Per ulteriori informazioni sul progetto e sulla campagna per evitare un nuovo sacco alle coste sarde è possibile fare riferimento al sito di Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: