resistenzainternazionale

Sorpasso da destra.

In Internazionale on 09/06/2013 at 21:28

di Simone Rossi
Negli scorsi giorni la legge che dovrebbe equiparare l’istituto del matrimonio alle persone omosessuali ha passato il primo voto alla Camera dei Lords (e delle Ladies di cui in genere non ci si ricorda), la camera alta e non eletta del sistema istituzionale britannico. Vista la quantità dei voti a favore, è presumibile che il testo sia approvato senza modifiche sostanziali nella seconda lettura e che il primo matrimonio di una coppia omosessuale nel Regno Unito sia celebrato entro la fine del 2014, aggiungendo un altro paese alla lista delle nazioni che hanno eliminato il discrimine dell’orientamento sessuale nell’accesso al matrimonio.
Mentre la Civil Partnership, un istituto riservato alle persone omosessuali che garantisce loro diritti e doveri simili a quelli concessi alle coppie eterosessuali tramite il matrimonio ed introdotto nel 2005, fu voluta ed approvata dal governo monocolore laburista (centrosinistra), la legge che estenderà il matrimonio è stata voluta e promossa dal segretario dei Conservatori, alla guida di un esecutivo in coalizione con i LiberalDemocratici. Si tratta di uno dei pochi casi, forse l’unico, in cui la proposta e, auspicabilmente, l’equiparazione dell’accesso al matrimonio sono frutto dell’iniziativa di un partito di centrodestra, pur essendosi create fratture in seno ai Conservatori, le cui frange più conservatrici e reazionarie si oppongono alla legge.
A ventiquattro anni dall’introduzione delle Unioni Civili per le coppie omosessuali in Danimarca, l’Italia rimane tra gli ultimi Paesi dell’Europa Occidentale a non prevedere un istituto che disciplini l’unione tra persone del medesimo genere, a dispetto dei proclami riformatori di molte forze politiche italiane. L’Italia rimane al palo per quanto concerne la tutela dell’incolumità delle persone omosessuali e transessuali da attacchi motivati dall’odio e dall’estensione dei diritti garantiti alle coppie eterosessuali a quelle omosessuali, in nome dell’opportunismo, a causa di una profonda ignoranza in materia da parte della della classe dirigente, per il persistere di sacche di cultura reazionaria e fascista in pezzi della società. Nell’ultimo decennio la politica istituzionale italiana ci ha regalato innumerevoli dichiarazioni omofobe ed ignoranti da altre di esponenti della destra ma anche di alcuni che nel campo del centrosinistra si fanno portatori di una visione conservatrice e non di rado bigotta della società. Con la chicca della pantomima interna alla coalizione dell’Unione per l’approvazione di una legge sul riconoscimento delle unioni civili per le coppie omosessuali, con una contrattazione al ribasso tra l’anima cattolica della coalizione e quella progressista, che ha partorito proposte via via più impresentabili ed offensive: PACS, DICO, CUS; con lo strascico del DiDoRe presentato nella legislatura successiva, con una maggioranza di destra. I diritti di alcuni milioni di cittadini sono stati sacrificati sull’altare dell’avvicinamento tra ex democristiani ed ex comunisti nella prospettiva dell’imminente nuovo partito, il PD. Un partito che a tratti si definisce di sinistra, più spesso si colloca nel solco di un non meglio definito riformismo, che fa della culto del moderno, del nuovo, una delle proprie ragioni d’essere senza peraltro scadere nel ridicolo di farsi sorpassare in materia di diritti civili dai Conservatori britannici.

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