resistenzainternazionale

Cadaveri Eccellenti -1976- Francesco Rosi

In Cineteca politica on 19/04/2013 at 08:00

cadaveri_eccellenti
di Giulia Pirrone
 
‘La verità non e’ sempre rivoluzionaria’. E’ con queste lapidarie parole pronunciate dal segretario del Partito Comunista che si chiude Cadaveri Eccellenti, adattamento cinematografico di Rosi del racconto di Leonardo Sciascia Il Contesto (1971), giallo filosofico che analizza la deriva del potere in una rete di connivenze, corruzione ed interessi mafiosi.
E fu per questa riflessione sul potere che Rosi scelse il racconto di Sciascia per compiere un viaggio attraverso le istituzioni corrotte ed ostinatamente mantenute in vita proprio da quella classe che in esse nutriva profonda sfiducia.
In un’epoca ipotetica e metafisica in cui i carri armati sono sempre in moto perché pronti ad entrare in scena, i cittadini indiscriminatamente sorvegliati dalle forze dell’ordine, e in cui il maggior partito di opposizione si appresta ad effettuare uno storico compromesso per entrare al governo, un ispettore di polizia si ritrova ad investigare su una serie di omicidi di cui sono vittime dei magistrati.
Con l’infittirsi della trama gli eventi passano dalla provincia alla capitale, ed il giallo evolve in complotto. Se l’ipotesi iniziale e’ la vendetta di un cittadino vittima di errore giudiziario, la ir-risoluzione dell’enigma e’ un complotto perpetrato da, ed ai danni, della giustizia.
Uno dei momenti chiave del film riporta splendidamente sullo schermo la fantasia peggiore di Sciascia (una delle grandi paure da lui espresse nel racconto),  impersonata dal Presidente della Corte Suprema (Max Von Sydow nel film), che processa la giustizia stessa condannando il pensiero di Voltaire:
 
 
In un’intervista rilasciata durante le riprese del film nel 1975, Rosi spiegava il poliziotto Rogas, personaggio principale, come un uomo angosciato dalla presa di coscienza dell’inutilità della sua funzione in un Paese in cui alla giustizia e’ subentrato il potere della repressione, e le istituzioni hanno perso qualsiasi credibilita’. I partiti politici sono estremamente distanti dalla società’ civile e si va avanti a furia di compromessi tra forze che dovrebbero invece opporsi. Questo e’ il prezzo che si paga pur di mantenere gli equilibri del potere.
Di sicuro non e’ rassicurante che l’Italia di 40 anni fa vivesse gli stessi conflitti di oggi, perché se non altro denota una scarsa volontà di superarli.
Il dipinto su cui scorrono i titoli di coda e’ I Funerali di Togliatti di Renato Guttuso.
 
 
 
il film:
 
 


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