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La Vita Agra – Carlo Lizzani, 1964

In Cineteca politica on 05/04/2013 at 08:03

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di Giulia Pirrone
L’Italia tra il miracolo economico e gli anni di piombo
Tratto dall’omonimo romanzo di Luciano Bianciardi del 1962, La Vita Agra e’ stata la prima volta sul grande schermo di Enzo Jannacci. Si tratta di un cameo del cantante che si esibiva alla Latteria Pirovini nella sua prima canzone, L’ombrello di mio fratello.
Il film, che fu realizzato da Carlo Lizzani e’ un’agra commedia all’italiana, come suggerisce il titolo, una fotografia dell’Italia nel periodo immediatamente successivo al miracolo economico e di poco precedente agli anni di piombo.
Sono le vicende della vita di Luciano Bianchi, interpretato da Ugo Tognazzi, a permettere a Bianciardi e Lizzani di descrivere gli effetti che la repentina industrializzazione degli anni’60 ebbe sulle città’ e sulle coscienze dei suoi abitanti. E difatti se il benessere economico ha plasmato il panorama (la Milano che appare nel film e’ in perenne costruzione, frenetica, ed i suoi centri di vita sono i quartieri satellite ed i grattacieli del potere: Torre Galfa ed il Pirellone), tra le sue principali conseguenze sono state lo spersonalizzamento e lo spegnimento della coscienza degli esseri umani. E questo e’ ciò’ che accade a Luciano Bianchi, giunto a Milano con intenti rivoluzionari per vendicare il posto di lavoro perso ed i colleghi morti in un incidente nella miniera, che finisce invece, attraverso un processo che sembra assolutamente naturale, a far carriera e per giunta all’interno della società’ da cui era stato licenziato.
L’uomo e la città’ sono cambiate ad un passo così’ rapido da non permettere che si comprendano appieno gli eventi ed il loro significato. Luciano Bianchi e’ un uomo che arriva in città’ con una forte determinazione a distruggere tutto, ma infine viene assorbito e narcotizzato dalla chimera dello sviluppo e del consumismo, con punte di grottesco e di cinismo che si rivelano nel finale del film.
Di Carlo Lizzani si parla purtroppo molto poco, e poco vengono ricordati i suoi film. Di sicuro e’ difficile inquadrare il suo cinema all’interno di un genere preciso visto che la sua filmografia vanta western, documentari, commedie e drammi storici. Ma il genere cinematografico oltre che stile e’ strumento, e di questo La Vita Agra ne e’ un bellissimo esempio, avendo Lizzani riunito al suo interno diversi stili narrativi (a volte documentaristico, a volte ispirato alla Nouvelle Vague), come inserti che destabilizzano la dimensione sicura e solida della commedia all’italiana e danno una dimensione profonda al racconto.
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