resistenzainternazionale

Dimmi con chi vai e ti dirò chi seiDi Simone Rossi 

In Uncategorized on 22/08/2012 at 12:41

Tra circa una settimana inizieranno a Londra le Paraolimpiadi, i giochi in cui competono atleti disabili. Una buona occasione per portare sotto i riflettori le disabilità e le problematiche affrontate dalle persone diversamente abili, ivi inclusa l’ipocrisia del governo britannico. Se le Olimpiadi svoltesi all’inizio di questo mese saranno anche ricordate per l’essere state le prime prese completamente in ostaggio dagli sponsor, alcune grandi aziende multinazionali che hanno imposto la propria esclusiva nella somministrazione di bevande e cibi e nella fornitura di servizi finanziari, le Paraolimpiadi, per contro, potranno passare alla storia come il festival dell’ipocrisia. Il principale sponsor di questo evento, infatti, è il gruppo Atos, che ha attività nel settore della sanità e dei servizi di cura. Questa azienda si occupa della valutazione dei requisiti per l’accesso ai sussidi di invalidità per conto Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni, il ministero competente per le politiche dello stato sociale. In tale ambito da oltre un anno è impegnata nell’applicazione delle politiche del governo liberal-conservatore mirate a ridurre il numero di beneficiari di sussidi attraverso una revisione dei parametri con cui è stabilita l’idoneità al lavoro o meno. Il risultato è che centinaia di persone con vari livelli di disabilità sono stati private dal sussidio perché ritenute capaci di lavorare, decisione stravolta nel 30% dei casi dalla magistratura su appello degli interessati. Come sottolineato in varie occasioni dai promotori della campagna per una revisione degli standard utilizzati da Atos, le visite mediche cui sono sottoposti i disabili rispondono a linee guida generiche e non prendono in considerazione i sintomi specifici di ogni caso. Ciò è stato confermato in un reportage del programma di approfondimento Panorama, sulla BBC, ha seguito le vicende di alcune persone nel calvario per non perdere il proprio sussidio; paradossalmente, il reportage ha mostrato il caso di due due uomini definiti idonei al lavoro: uno é stato ricoverato urgentemente in ospedale pochi giorni dopo e l’altro è morto in attesa della sentenza di appello. Secondo quanto dichiarato da un esperto interpellato da Panorama, sebbene il contatto sottoscritto tra il ministero ed Atos non menzioni chiaramente la parola “target”, il compito del contraente privato sarebbe quello di aiutare il governo a centrare gli obiettivi di riduzione di questa voce della spesa sociale, a prescindere dalle reali esigenze dei cittadini. Alla luce di ciò, appare assurda e canzonatoria la scelta di Atos come sponsor. Ma si sa, il denaro non ha odore. L’ipocrisia, invece, ha un aroma di sterco.
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